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Amelia Di Stasio: “Ho ucciso mio figlio, credevo fosse un cannibale”

Tutti si ricordano di Milwaukee per la serie cult “Happy Days”, io ricordo Milwaukee per Jeffrey Dahmer e le sue teste mozzate nel congelatore di casa.

La cittadina del Wisconsin, però, non finisce mai di stupire e continua indomita a partorire abomini e, quindi, adesso mi toccherà ricordarla anche per la 23enne Amelia Di Stasio, colei che un giorno cadde nel precipizio della follia, fino a perdersi completamente.

La mattina del 28 Settembre 2017, gli agenti di polizia giunsero nell’ abitazione della donna: erano stati allertati dai vicini che avevano notato una copiosa nuvola di fumo disperdersi dalla casa e, qualche ora prima, urla di un bambino che supplicava “per favore mamma fermati, non lo farò più!”.

Amelia Di Stasio
Amelia Di Stasio

Al loro arrivo, le guardie notarono subito il comportamento anomalo e “leggermente” sospetto della stessa Amelia Di Stasio: aveva raggiunto la strada scappando da una finestra e adesso, sotto schock, vagava confusa, stringendo tra le mani il suo telefono, come spaventata dall’ idea che qualcuno potesse sottrarglielo…

Venne subito fermata e condotta in centrale.

Nel frattempo, alcuni agenti riuscirono ad entrare nell’ abitazione e solo allora capirono il motivo della tentata fuga sopra descritta.

Adagiato nella vasca da bagno, con le mani legate dietro la schiena e una borsa di plastica a coprirli il capo, giaceva il corpo del piccolo Antonio di Stasio, figlio di Amelia, bambino autistico di soli 4 anni.

Accanto a lui, una bottiglia aperta d’ olio da cucina e un porcellino d’ India affogato nella sua gabbietta.

Antonio era stato bruciato vivo.

Il motivo di un gesto tanto orribile?

Amelia Di Stasio

Amelia Di Stasio, per qualche motivo che tutt’ ora risulta sconosciuto, si era convinta che il bimbo fosse un cannibale e gli stessi inquirenti, sul telefonino che la donna stringeva con tanto vigore mentre veniva arrestata, trovarono le prove di quanto affermato.

Erano, innumerevoli, infatti, le ricerche condotte sul web il cui dominatore comune era “come uccidere un cannibale” oppure “come far morire un cannibale”.

La risposta alle sue domande, Amelia Di Stasio, la trovò casualmente su un forum di gaming, dove alcuni ignari utenti, riferendosi ad un videogioco il cui scopo era eliminare orde di cannibali, suggerirono di “ucciderli con il fuoco perchè a loro piace bagnarsi nell’ olio”.

Amelia Di Stasio
La piccola vittima

Sicuramente non sapevano che, in quel momento, stavano involontariamente suggerendo ad una donna con enormi problemi mentali, il metodo per sopprimere il figlio di 4 anni.

Amelia Di Stasio, accusata di omicidio di primo grado, è adesso in carcere in attesa di giudizio.

Paolo Mattia

Pubblicato da theevolution

Si consiglia la lettura al solo pubblico adulto. I temi trattati potrebbero offendere la sensibilità di minori, moralisti o deboli di cuore.