Artem Iskhakov; epilogo da horror per il ragazzo innamorato

Femminicidio- Necrofilia- Artem Iskhakov

Mi dispiace dirvelo, miei cari romantici, ma l’ amore è una cosa da cui stare lontani.
Sono più i danni che provoca rispetto ai benefici che porta e tra i tanti esempi che potrei farvi, tra le tante storie che potrei raccontarvi, oggi butto nel cesso una ventina di minuti della mia preziosa vita, per narrarvi il disperato epilogo di tale Artem Iskhakov, un simpatico giovanotto con turbe psichiche e desideri sessuali dal dubbio gusto.
Alle prime luci del 22 Gennaio 2018, il 19enne Artem Iskhakov, studente all’ Università tecnica statale di Mosca N.E. Bauman, uccide, pugnalandola più volte, la coetanea, coinquilina ed ex fidanzata, Tatjana Strakhova, studentessa di Economia, di cui ancora era follemente innamorato.
E come spesso accade tra i ragazzetti di questa generazione di falliti, compiuto il delitto lui cosa fa? Naturalmente scrive tutto sui social…
“Ciao ragazzi. Mi chiamo Artem Iskhakov e voglio spiegarvi quello che è successo questa notte. Ho ucciso la mia compagna di camera. E poi l’ ho scopata. Due volte”, così comincia la confessione, postata su Vkontake, con cui l’ assassino rivela i raccapriccianti particolari dell’ omicidio appena compiuto.
“È tornata a casa” continua il racconto “io ero seduto in cucina. Lei è andata nella sua stanza. L’ho presa a pugni in faccia, è caduta sul pavimento. Le ho dato un altro pugno. Il sangue ha cominciato a uscire dalla sua bocca e lei mi ha chiesto di andarmene. Non me ne sono andato. Ho cominciato a strangolarla. Ad un certo punto è svenuta ma il cuore continuava a battere. Ho deciso che avrei consumato un rapporto sessuale con lei prima che il suo corpo diventasse freddo. Dopo aver finito, mi sono reso conto che il cuore batteva ancora. Ho messo le mie mani sulla sua gola senza alcun risultato. Poi ho preso un coltello e le ho tagliato la gola. Non so quanto bene io l’abbia fatto, ma c’era molto sangue. Il suo cuore stava ancora battendo. Ho ripreso il coltello e l’ho pugnalata due volte tra le costole, a sinistra. Poi l’ho fatto ancora una volta e ho deciso di scrivere questo. Ad un certo punto le ho riempito la bocca con le sue calze, così non ho visto il sangue e non ho sentito gli strani rumori che provenivano dal suo corpo. Ho anche strangolato la sua gola con una corda che avevo comprato per provare lo Shibari (schiavitù erotica giapponese) con lei”.

Artem Iskhakov
Artem e Tatjana

Artem Iskhakov
Artem Iskhakov ha poi aggiunto di essersi recato in cucina, subito dopo l’ accaduto, per mangiare qualcosa, poi è andato a dormire qualche ora e al suo risveglio, ancora eccitato e voglioso, ha abusato sessualmente del cadavere della giovane.
Alla fine (meglio tardi che mai), si è reso conto di aver fatto un leggerissimo casino e, pentito, ha inviato un messaggio ai genitori della vittima:

“Mi vergogno per quello che ho fatto, perdonatemi per aver preso la vostra unica figlia. L’ho amata molto. Sapete, in questo preciso istante mi sono reso conto di quello che ho fatto. Mi sento freddo e le mie mani hanno cominciato a tremare ancora di più. Ora non posso fare nulla se non uccidermi. Ho rovinato la felicità di molte persone, e per cosa? Alla fine c’è solo un vuoto che mi inghiottirà. Non posso espiare i miei peccati. Vado a baciare Tatjana sulla fronte fredda e mi preparo. Lei giace lì, morta e fredda. Addio, buonanotte dolce principessa”.
E come epilogo, prima di impiccarsi, un ultimo messaggio rivolto alla sua famiglia: “Sono una delusione completa per voi. Non c’è modo di tornare indietro. Ricordate qualcosa di buono su di me. Non pensavo che tutto sarebbe finito così”.
Dalle successive dichiarazioni di alcuni conoscenti, è emerso un aspetto della personalità di Artem che, oltre a lasciare un forte senso di inquietudine, spiega, in parte, quanto il tragico finale di questa assurda vicenda fosse quasi impossibile da evitare.
Il ragazzo, infatti, in più occasioni aveva confessato di voler provare l’ ebrezza di uccidere qualcuno e, nel tentativo di tenere a bada i suoi impulsi perversi, si faceva dei tagli lungo tutto il corpo.
Era stato in cura da uno psicologo, senza risultati, e anche da uno psichiatra non ricevendo, però, le cure mediche appropriate.

Paolo Mattia

Pubblicato da theevolution

Si consiglia la lettura al solo pubblico adulto. I temi trattati potrebbero offendere la sensibilità di minori, moralisti o deboli di cuore.