Daisy’s Destruction, Scully e No Limits Fun; la ricostruzione dell’ orrore

Dark Web- Daisy’s Destruction

Tutti, qui sul web, si sono divertiti a scrivere quintali di cazz… riguardo “Daisy’s Destruction”, io stesso avevo già pubblicato due articoli in cui cercavo di far luce su questa torbida vicenda.

In quel periodo, però, le informazioni in mio possesso erano ancora frammentarie e non del tutto attendibili.

Potete tranquillamente fare voi stessi una ricerca veloce su Google e troverete una quantità enorme di notizie legate a questo tema, postate su blog, canali Youtube, siti di vario tipo, in cui è palese quanto nessuno abbia neanche la minima idea di cosa sia, davvero, Daisy’s Destruction.

Ma alla fine non dovremmo neanche stupirci così tanto, perchè sappiamo bene come nel nostro paese il vero virus, di cui aver paura, si chiama ignoranza.

Quindi, ma non ringraziatemi, mi tocca ancora una volta venir in vostro soccorso e raccontarvi in maniera definitiva (e dopo svariate ricerche), tutta la vicenda che ha portato all’ orrore, all’ abominio conosciuto con il nome di Daisy’s Destruction.

La figura principale su cui gira tutta la vicenda è quella del 57enne australiano Peter Gerard Scully che, nel 2011, braccato dalle autorità, scappa da Narre Warren (sobborgo di Melbourne) per trasferirsi nella città di Manila (Filippine).

Daisy's Destruction
Peter Gerard Scully

Sulle sue spalle pendevano ben 117 capi d’ accusa per reati relativi a frodi e truffe immobiliari compiute dall’ uomo nel 2009.

Inoltre, gestiva senza licenza un sito di escort dove, tra le ragazze in vetrina, era presente anche la sua compagna.

Giunto nelle Filippine e trasferitosi, successivamente, sull’ Isola di Mindanao, Scully conosce la prostituta 14enne Carmen Ann Alvarez (ribattezzata Angel), con cui inizia una relazione ai limiti del sadismo.

Daisy's Destruction
Carmen Ann Alvarez

Lui è il padrone assoluto e lei la schiava: la giovane subisce continui e devastanti abusi, sia fisici che psicologici, a tal punto da diventare completamente succube del suo aguzzino.

Questa appena descritta è la tipica situazione riconducibile alla Sindrome di Stoccolma, una reazione inconscia in cui la vittima di un rapimento, stupro o ritenzione contro la sua volontà, sviluppa col trascorrere del tempo, un forte rapporto affettivo e di complicità con il carnefice.

Alla coppia, si aggiunge ben presto una terza persona, Liezyl Margallo y Castana, conosciuta come Lovely, anch’ essa giovane prostituta raccolta dalla strada in cambio di cibo e denaro.

Daisy's Destruction
Liezyl Margallo

I tre vanno a vivere sotto lo stesso tetto a Malaybalay e sarà proprio da questa cittadina della provincia di Bukidon, che inizieranno a porre le basi per i loro terribili traffici umani.

Inizialmente Scully, che mai aveva nascosto i suoi perversi desideri sessuali, gestisce con il 22enne Matthew David Graham, in arte Lux, alcuni siti pedopornografici presenti nel Dark Web tra cui The Love Zone e Hurt 2 The Core.

I video e le immagini presenti in questi particolari siti, appartengono al terribile genere Hurtcore, molto popolare tra i membri più ripugnanti del web oscuro, in quanto agli stupri ai danni di bambini (anche molto piccoli), seguono torture, umiliazioni, omicidi.

L’ australiano, però, ben presto capisce che può ottenere ingenti guadagni commercializzando video di stupri e torture ai danni di minori, in modalità pay- per- view, quindi crea una sua compagnia, la No Limits Fun (NLF) ed inizia a vendere filmati Hurtcore sul Dark Web.

I prezzi possono variare dai 100 ai 10.000 Dollari.

Le giovani vittime vengono prese direttamente dalla strada, si tratta, infatti, di bambini abbandonati, malnutriti, che vivono di stenti, attirati da Carmen Ann e Liezyl con la promessa di cibo, istruzione e una casa in cui vivere.

Per le complici di Scully, affabili, avvenenti e dai modi gentili, non era difficile convincere le ignare vittime a seguirle; una volta giunte nella tana dell’ orco, per loro iniziava l’ inferno.

Le minorenni rapite subivano continue violenze fisiche e sessuali, costantemente filmate al fine di creare e rivendere video la cui perversione era una costante immancabile.

In alcuni casi, Angel e Lovely, prelevavano i bambini dalle loro stesse famiglie: le condizioni di estrema povertà in cui versano la maggior parte dei nuclei famigliari nelle Filippine, spinge molti genitori a “vendere” i propri figli a persone benestanti che posso assicurarli una vita dignitosa.

Nel 2012, vicino ad un centro commerciale a Cagayan de Oro, vengono rapite due cugine di 10 e 11 anni: Daisy e Queenie.

Condotte nell’ abitazione di Peter, le vittime, per cinque giorni, intrappolate con collari agganciati a delle catene, subiscono stupri, torture, sevizie di ogni tipo; i carnefici si divertono, sopratutto, a farle bere alcolici e poi filmarle mentre consumano rapporti sessuali tra loro.

Sono anche costrette a scavare due fosse dove, come minacciato dai rapitori stessi, verranno seppellite dopo averle uccise.

Daisy, che maggiormente patisce quella prigionia, urla, si lamenta, piange continuamente, tanto che i carnefici, per far tacere le sue lacrime, tentano diverse volte di soffocarla con un cuscino per poi desistere all’ ultimo momento.

Una mattina, svenuta a seguito dei troppi soprusi, si risveglia dentro una delle due fosse; i rapitori, credendola morta, l’ avevano gettata lì, come fosse una bambola da buttare.

Alla fine, le bambine riesco a scappare da quell’ inferno, sfruttando un momento di disattenzione dovuto al troppo alcol da parte di Scully e le sue complici.

Una volta raccontato tutto alla polizia, iniziano finalmente le indagini che porteranno all’ arresto dell’ australiano e di tutta la sua banda.

Nel suo pc vengono ritrovati numerosi video di sevizie e stupri ai danni di minori, firmati No Limits Fun, dove spesso compaiono anche Carmen Ann e Liezyl, mascherate e capaci di compiere atti di sadismo e oscenità difficili da immaginare.

Sono tre i filmati che maggiormente hanno inorridito gli inquirenti.

Nel primo, una ragazza molto giovane viene costretta a fare sesso orale ad un’ anziana donna.

Poi, il video di una 13enne (portata via con l’ inganno dalla sua famiglia), picchiata, torturata ed infine obbligata a vessare e stuprare un bambino di 18 mesi.

La 13enne in questione, venne poi ritrovata morta nella casa di Scully; il suo corpo era stato sepolto sotto le assi del pavimento.

Infine, c’ era il terzo video, quello che tutti noi conosciamo come il famigerato “Daisy’s Destruction”; una raccolta di cinque mini clip, pubblicate separatamente, di genere Hurtcore.

Nelle prime, le vittime sono le già citate Daisy e Queenie, nell’ ultima clip, invece, è presente una terza bambina, Barbie Obod, 18 mesi.

Barbie Obod, da poco rimasta orfana di entrambi i genitori, fu affidata alla zia materna, Eva Obod; la donna, però, versava in difficili condizioni economiche ed è per questo che venne facilmente convinta da Carmen Ann Alvarez ad affidarle la bambina, con la solita promessa di una casa, cibo e istruzione.

Daisy's Destruction
Eva Obod

L’ infante venne presto ribattezzata Daisy dallo stesso Peter Scully, che notò una forte somiglianza fisica con la Daisy di 10 anni, fuggita dai suoi artigli, proprio pochi giorni prima.

Giunti a questo punto della storia, è importante capire come il ruolo della vera Daisy (la ragazzina scappata) sia determinante in quanto, apparsa nelle prime clip di “Daisy’s Destruction” (il titolo infatti si riferisce a lei), venne così tanto apprezzata dagli utenti della “No Limits Fun” che, dopo la sua fuga, Scully si trovò “costretto” a cercare una bambina dai tratti somatici molto simili, per poter concludere la serie di clip ed accontentare i suoi esigentissimi clienti.

Daisy's Destruction
Barbie Obod

La vittima prescelta fu, appunto, Barbie Obod che, nonostante le mostruose sevizie subite nel video a lei dedicato (si parla di violenze sessuali, bruciature con candele e cera, scariche elettriche tramite pinzette e cavi), fortunatamente, non è stata uccisa e, tutt’ ora, vive serena adottata da una famiglia vera pronta a prendersi cura di lei.

Alcune informazioni su “Daisy’s Destruction”:

  • nelle cinque clip che compongono la serie, gli stupri e le torture sono compiute sia da Peter Scully che da Carmen Ann Alvarez e Liezyl Margallo.
  • in ricordo della loro passata collaborazione, Scully concesse a Matthew Graham di ospitare, per un breve periodo, nel sito “Hurt 2 The Core”, i filmati di “Daisy’s Destruction”
  • Peter Scully, condannato all’ ergastolo, sostiene che le atrocità da lui compiute, sono il frutto di abusi sessuali subiti quando era adolescente.
  • Nell’ ottobre 2015, durante il processo, un incendio distrusse gran parte delle prove incriminanti a carico dell’ australiano. Molti sospettano che l’ uomo abbia pagato qualcuno per appiccare le fiamme.
  • Su “No Limits Fun” era possibile ottenere “video su commissione”, in cui gli utenti, pagando grosse cifre, potevano ordinare direttamente a Scully, specifiche torture e abusi ai danni della vittima di turno
  • la “No Limits Fun”, compagnia che produceva video hurtcore, era composta oltre che da Scully, Carmen Ann Alvarez e Liezyl Margallo, anche dal tedesco Christian Rouche, dai filippini Maria Dorothea Chi y Chia e Alexander Lao e da un medico brasiliano, Haniel Caetano de Oliveira
  • Peter Scully, inizialmente, fu arrestato perchè sospettato di pedofilia; i crimini commessi vennero scoperti solo dopo successive indagini
  • Liezyl Margallo finì in manette al ritorno dal suo viaggio di nozze; aveva, infatti, abbandonato Scully e si era sposata con un cittadino francese
  • I crimini perpetrati dall’ australiano e i suoi complici, hanno spinto diverse autorità filippine a chiedere la reintroduzione della pena di morte, sospesa con la creazione della nuova Costituzione nel 1987
  • Peter Scully, in carcere a Lumbia City, ha più volte avanzato diverse richieste, in quanto, secondo la sua opinione, meriterebbe un trattamento speciale rispetto agli altri detenuti. L’ uomo, infatti, vorrebbe un telefono cellulare, un ventilatore elettrico e come pasti, della karne norte (carne in scatola), maiale, fagioli, uova e chili di maiale fresco

Paolo Mattia

Pubblicato da theevolution

Si consiglia la lettura al solo pubblico adulto. I temi trattati potrebbero offendere la sensibilità di minori, moralisti o deboli di cuore.