Grotesque: torture porn estremo in un vortice di violenze e sadismo

Grotesque

Cinema Shock- Grotesque

Ricordo come fosse oggi un bizzarro episodio che risale al periodo della mia preadolescenza, per intenderci, quel tempo in cui inizi a conoscere e ti lasci affascinare dalle cose proibite, dalle droghe e dal culo delle donne.

Parlando con un uomo adulto, molto più grande di me, chiesi informazioni riguardo uno dei film più discussi e censurati della storia cinematografica: Arancia Meccanica di Stanley Kubrick.

Nonostante fosse uscito nelle sale nel 1972, quindi svariati anni prima, non ero ancora riuscito a guardarlo, almeno nella sua versione integrale, e la curiosità morbosa di assistere ad un cult diventato celebre per l’ eccessiva violenza mostrata, mi stava lacerando l’ intestino.

La risposta laconica e spietata dell’ uomo molto più grande di me, però, calpestò in pochi istanti l’ entusiasmo “da bambino desideroso di ascoltare un racconto spaventoso” che fino a quel momento mi aveva accompagnato: “E’ un film bastardo, fatto da un bastardo che parla di un bastardo”.

E adesso, dopo aver stampato nella memoria quel poco simpatico episodio, se qualcuno dovesse chiedermi un parere su “Grotesque”, risponderei semplicemente: “E’ un film bastardo, fatto da un bastardo che parla di un bastardo”.

Grotesque

Grotesque, pellicola del 2009 del genere “torture porn”, diretta dal giapponese Koji Shiraishi balzata alle cronache direttamente dall’ ambiente underground per il suo contenuto volutamente, estremamente, follemente, violento.

Il risultato che il regista voleva ottenere, lo spiega lui stesso commentando, durante un’ intervista, la decisione della censura britannica di bandire la trasmissione e la distribuzione del suo Grotesque, in tutto il Regno Unito: “Sono lusingato. Il mio intento era proprio quello di realizzare qualcosa che sconvolgesse i cosiddetti moralisti”.

Nonostante l’ ononimia del titolo, non c’è nessun legame tra il film di Shiraishi e il romanzo di Natsuo Kirino che racconta, invece, le vicende di una donna a cui lo stesso uomo ha assassinato la sorella e un’ ex compagna universitaria.

Se siete anche lontanamente impressionabili, allora vi consiglio di tenervi a distanza di sicurezza da Grotesque: nonostante il budget limitato, le scene splatter sono più che realistiche e riempiono fino alla nausea i 73 minuti di visione.

Se invece volete avvicinarvi al mondo degli shock movies, sicuramente l’ opera che andremo adesso ad analizzare, sarà un ottimo battesimo del fuoco.

La trama è semplice, banale, praticamente non esiste e ripercorre lo stesso grossolano errore visto tante altre volte in svariati titoli del cinema estremo: la violenza, per quanto sia ben rappresentata e dal devastante impatto emotivo, essendo continua, ripetuta e priva di un filo logico, alla fine risulta monotona, scontata e, quasi, soporifera.

Aki e Kazuo, una coppia di giovani al primo appuntamento, dopo aver consumato la cena in un ristorante tra effusioni e sguardi mielosi, decidono di proseguire la serata con una romantica passeggiata accompagnati dalla luce soffocata della luna.

Grotesque

Un uomo, appostato con il suo furgone in una zona d’ ombra, li assalta alle spalle colpendoli con un martello.

I giovani si risvegliano in uno scantinato, quello che potremmo definire come un “laboratorio delle torture”, legati su due tavoli verticali, con l’ aguzzino che li ha rapiti (un chirurgo sadico e sessualmente deviato) pronto a compiere sui loro corpi qualunque tipo di sevizia, anche la più crudele ed efferata.

Come avrete già intuito, il copione ripercorre le solite orme della classica storia horror, poco impegnativa, incentrata principalmente sulla forza delle immagini: un tizio rapisce due vittime inermi e sfoga su di loro tutta la sua rabbia mista a frustrazione e mancanza assoluta di empatia.

A dirla tutta, il regista vorrebbe dare un senso a questo splatter per non farlo sembrare il solito trash estremo scontato: il chirurgo (che ha l’ innata capacità di non cambiare mai espressione del viso per tutta la durata del film), massacra quei due poveri sfigati perchè vuole testare in prima persona, quanto sia forte la loro volontà di sopravvivere.

Vedere delle persone che soffrono le pene dell’ inferno ma cercano di resistere pur di scampare alla morte, lo eccita sessualmente.

Si compiace, inoltre, nell’ assicurarsi che entrambi i giovani guardino vicendevolmente le torture compiute su di essi: quando abusa di Aki, palpandola e masturbandola, vuole che Kazuo osservi con attenzione la scena e, a sua volta, quando invece molesta Kazuo, pretende che questa volta sia Aki a prestare attenzione.

Probabilmente per prolungare il supplizio delle vittime (e perseverare nel suo perverso compiacimento), il chirurgo, dopo ogni “sessione di tortura”, si prodiga nel curare le ferite dei malcapitati, per poi tornare a vessarli come se gli atti caritatevoli compiuti poco prima, fossero solo un tentativo per illuderli, per farli credere che prima o poi si sarebbero risvegliati da quell’ incubo.

Ma il vortice di violenza riprende, fino allo scontato, tragico, epilogo: la giovane coppia viene uccisa, in un finale pirotecnico che, sinceramente, scade nel trash più squallido con una testa decapitata che addenta il collo del carnefice, portandolo (quasi) ad una morte per dissanguamento.

Preferisco non aggiungere altro, perchè, nonostante alcune situazioni al limite del grottesco, la parte conclusiva del film è comunque da guardare (anche solo per mera curiosità) senza conoscerne in anticipo tutti i particolari.

Grotesque, come ampiamente anticipato, deve la sua fama di “film maledetto” alle immagini brutali che accompagnano le sofferenze inflitte alle vittime, tra decapitazioni, abusi sessuali e depravazioni a livello estremo.

Ecco, in ordine, le torture subite dai due giovani rapiti.

Aki:

  • legata ad una tavola verticale, viene masturbata e palpata dal chirurgo
  • i capezzoli vengono entrambi tagliati con una forbice
  • con una motosega le vengono amputate le dita della mano sinistra e l’ interno braccio destro
  • parzialmente sventrata con una motosega
  • le viene tagliata la testa con un’ ascia

Kazuo:

  • legato ad una tavola verticale, viene masturbato dal chirurgo, fino ad eiaculare sul corpo di Aki
  • pugnalato più volte con un oggetto appuntito (probabilmente un cacciavite)
  • infilzato nel basso ventre con grossi chiodi
  • gli vengono amputate le dita di entrambe le mani e con esse, il carnefice, crea una collana
  • gli viene strappato l’ occhio destro
  • subisce l’ amputazione del pene, tagliato con un coltello da macellaio
  • muore dopo che il chirurgo gli estrae, a mani nude, l’ intestino

Paolo Mattia

Pubblicato da theevolution

Si consiglia la lettura al solo pubblico adulto. I temi trattati potrebbero offendere la sensibilità di minori, moralisti o deboli di cuore.