I segreti oscuri di una famiglia “perfetta”: sevizie, pedofilia, satanismo

satanismo

Abusi Stupri Torture- Satanismo- Una famiglia “perfetta”

Il racconto che segue è la cronaca di una storia realmente accaduta, fatta di sevizie, pedofilia e satanismo.
I reali nomi dei protagonisti coinvolti non verranno menzionati, in quando le vittime degli abusi che andrò a descrivere, sono tutt’ ora minorenni.

Aprile 2018.
Marco ha poco più di quarant’ anni, un bell’ aspetto, anche se i capelli sono diventati precocemente bianchi.
E’ un piccolo imprenditore.
Non sa neanche cosa sia il satanismo ma sarà proprio il satanismo il cardine che distruggerà la sua vita.
Ha una moglie, Anna, e due bambini che potrebbero stare in uno spot televisivo di una marca di biscotti.
Fino a quattro anni fa la sua vita era perfetta.
Un fratello ingegnere a cui è legato visceralmente, una padre e una madre, imprenditori a loro volta, presenti, amorevoli, collaborativi. Una famiglia benestante e piuttosto nota.
Una famiglia unita, anzi, d’ acciaio. Di quelle che si pranza insieme la domenica e non si fa niente senza dirlo agli altri.
Una meraviglia.
E invece era tutta una finzione.
Peggio… un inferno.
Luca, il figlio più grande di Marco, ha 8 anni, è nervoso e nessuno capisce perchè.
Urla, si ribella, insulta i genitori quando lo lasciano a casa dei nonni o dello zio, li chiama “bastardi”.
Da qualche settimana si toccai genitali e fa gesti dal contenuto esplicitamente sessuale. Eppure va bene a scuola, ha il cervello rapido e in casa è amato come raramente succede.
Solo che un giorno arrivando dai genitori di Anna, salta addosso alla nonna e le infila una mano sotto la gonna, poi corre sul divano dove è seduto il nonno e gli mette una mano tra i pantaloni.
Marco, suo padre, sbianca. Lo porta in bagno e gli grida: “Adesso basta, dimmi che cos’ hai”.
Luca diventa rosso, abbassa la testa e poi, inciampando sulle parole, dice: “Non te lo posso raccontare, è un segreto tra me e lo zio Gabriele”.
Marco non capisce bene.
Lo accarezza sulla testa: “Luca, non ci sono segreti tra me e te, tu mi puoi dire tutto”. Luca parla: “Zio fa delle cose che non vuole che ti racconti”.
A Marco si gela il sangue. “Quali cose?”. “Il gioco dove mi fa strusciare il pisello. Prende l’ asciugamano, lo arrotola e comincia ad accarezzarmelo” risponde in lacrime il figlio.
Marco mantiene la calma: “Ma tu lo vuoi fare?”
“No”
“E allora perchè lo fai?”
“Perchè zio dice che poi mi dimentico tutto. Ma io non dimentico niente”
Nella testa di Marco si accendono mille lampadine.
Collega una serie di episodi apparentemente secondari che diventano la sua nuova mappa della verità. Capisce che Luca non mente.
“Dillo anche a mamma”
Luca sembra sgretolarsi, si prende la testa tra le mani, grida: “Noooo basta”.
Il cervello di Marco si annebbia.
Carica in macchina due taniche di benzina e una spranga per andare ad ammazzare il fratello. La moglie lo ferma. Abbraccia Luca davanti a lui.
Marco corre dal padre a raccontargli ogni cosa.
Il padre non lo lascia finire. Si butta a terra come se gli avessero sparato. Piange. E’ sconvolto.
Allora Marco lo tranquillizza mentre lui lo implora: “Non dire niente a mamma, non lo sopporterebbe”.
Tornando a casa Marco cerca di ricordare quante volte ha lasciato soli i bambini con lo zio.
Un sacco di volte.
Gli torna in mente una mattina. Anna non c’ era e i bambini erano nel lettone a dormire.
Gabriele suona alla porta, sale, lui gli dice: “Vado a spostare la macchina e a fare colazione, bada tu a Luca e Gianni”.
Rientrato, sente delle urla.
Sale di corsa e trova Luca con il pannolino abbassato.
Piange come un disperato: “Che succede Gabriele?”.
Lo zio risponde: “Niente, si è svegliato di colpo e invece di vedere te ha visto me. Si è spaventato. Capita”.
Capita.
Marco gli crede.
Adesso vede quell’ episodio sotto una luce diversa. Vuole denunciare il fratello ma il padre lo prega di non farlo.
Lui lo fa lo stesso.
In casa la tensione si alza, perchè Luca racconta che anche Gianni ha subito abusi dallo zio. Gianni ha solo tre anni.
Luca peggiora ogni giorno di più. Lecca i muri, si barrica in camera, dice e fa cose oscene. E’ come se dovesse spurgarsi dallo schifo.
Fa anche dei disegni. Uno più spesso degli altri.
Una casa nera con le finestre che sanguinano. E dentro la casa uno zombie verde.
Quello zombie è lo zio Gabriele.
E’ un orrore.
Ma non è ancora tutto l’ orrore…
A tre giorni dalla prima udienza, Luca aggiunge al disegno anche una strega.
Marco gli chiede: “Chi è la strega” e Luca risponde “La nonna”.
Si può scendere oltre l’ abisso?
Si può.
Perchè Luca ha un’ altra domanda da fare al padre: “Tu lo sai chi è il più cattivo di tutti?”.
Marco traballa: “Lo zio?”, “No, il nonno”. Cioè il padre di Marco. Cioè l’ uomo al quale Marco si è appoggiato sin da bambino.
“In quell’ istante ho dubitato della sanità mentale di mio figlio”, dice Marco “mi ha poi convinto con tre particolari che non poteva inventare. Il mondo mi è crollato addosso”.
Luca e Gianni violentati. Dallo zio. Dalla nonna. Dal nonno. Tutta la loro famiglia.
Altre lampadine che si accendono. Altri episodi che tornano alla mente.
“Ricordo una sera. Arrivo dai miei per riprendere i ragazzi. Era una giornata felice perchè mi era andato bene un lavoro. Sento Luca urlare, corro in camera e lui è lì con mio padre. Che mi aggredisce: < Tu non sai educare i tuoi figli. Piangono sempre, urlano sempre >. Esco dalla camera e vedo mia madre che si picchia sul viso e dice: < Non lo sopporto più, non lo sopporto più >. Una scena assurda che ora mi spiego benissimo”.
L’ avvocato di Marco e Anna suggerisce di non coinvolgere i nonni, almeno per il momento. Il processo è troppo vicino, bisognerebbe rifare tutto da capo. I piccoli testi non sarebbero ritenuti attendibili.
In un’ aula di tribunale, è difficile che i bambini vengano creduti in generale. Figuriamoci in un caso come questo.
Marco e Anna accettano. Forse sbagliano. Forse.
Ma sono devastati e di qualcuno si dovranno pur fidare, persino di questa mezzasega di avvocato.
Ogni volta che si addormenta Luca piange, da sveglio non lo fa mai.
I suoi occhi si riempiono di lacrime. I suoi sogni sono pieni di sofferenza.
Ma i racconti non terminano, anzi, si moltiplicano. E diventano sempre più duri, con dettagli schifosi, che da soli bastano a farci capire in quale contesto di sporcizia e cattiveria erano intrappolati i due bambini.
Satanismo, perversioni, pedofilia, sevizie, stupri e chissà quante altre schifezze.
Luca racconta di essere stato portano assieme a Gianni in un canile. Racconta dei cani, forse morti, buttati sul suo corpo. Di uomini con le maschere, di calici riempiti di urina e sperma che viene costretto a bere.
Il satanismo diventa, quindi, la spiegazione a tutto.
Disegna anche il profilo di un uomo, identico al datore di lavoro di suo zio.
Sono abusi rituali, quelli di cui gli avvocati non si vogliono occupare, perchè quasi impossibili da dimostrare a giudizio.
I bambini sono vittime perfette per i carnefici, imperfette per la giustizia.
Pochi riscontri. Molti pensieri confusi. Contraddizioni. In più c’è il trauma che li porta alla dissociazione. Alla necessità di far sparire dalla testa quella valanga di merda che hanno subito.
Perchè quella è merda, non ha altro nome.
Paura, dolore, incapacità di capire, sono dilaniati.
Anna e Marco scopriranno che le violenze sui figli andavano avanti da anni.
Scopriranno che anche Gabriele, da cui tutto è nato, era stato abusato da bambino dal padre. E Marco si chiede ancora adesso perchè lui no e suo fratello sì.
“Forse mi usava come alibi”.
Da ora in poi, dovranno accettare di essere stati, anch’ essi, vittime di un contesto, come quello del satanismo, fino ad allora romanzato soltanto nei film horror.
Anna e Marco scopriranno, anche, che i vecchi amici di fronte a storie come queste spariscono e che alla giustizia servono anni prima di arrivare a un giudizio. Non alla verità. A un giudizio.
Impareranno, loro malgrado, che l’ elaborazione dei traumi, per delle vittime così piccole, è lenta e straziante e ti costringe a vedere tuo figlio che si fa del male, che si stacca a morsi sette unghie su dieci ma senza che il suo corpo reagisca al dolore, perchè ormai è anestetizzato a tutto.
E dovranno scontrarsi anche con la nuova realtà del loro matrimonio.
Una realtà fatta di sensi di colpa. Di tensioni. Di angoscia.
Eppure si va avanti, per Luca e Gianni.
Col terrore che, in futuro, possano abbracciare anche loro il satanismo e, peggio ancora, diventare come il nonno, lo zio e la nonna.

Paolo Mattia

Pubblicato da theevolution

Si consiglia la lettura al solo pubblico adulto. I temi trattati potrebbero offendere la sensibilità di minori, moralisti o deboli di cuore.

2 Risposte a “I segreti oscuri di una famiglia “perfetta”: sevizie, pedofilia, satanismo”

  1. Che orrore … È proprio vero che la realtà a volte supera addirittura la fantasia. Quelli non sono esseri umani….sono mostri e meritano l’inferno in vita!!!

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