Identikit di uno strupratore seriale: la parte perversa dell’ essere umano

stupratore seriale

Extra- Identikit di uno stupratore seriale

Cercare di elencare tutte le azioni più infamanti e sporche che un essere umano è in grado di compiere, sarebbe un lungo ed estenuante supplizio da cui preferisco esimermi.

Ma se proprio dovessi sceglierne una, quella che maggiormente descrive lo squallore a cui il nostro genere si è ridotto, senza alcun ombra di dubbio opterei per lo stupro.

Costringere, con la forza, un’ altra persona (nella maggior parte dei casi minorenne) a consumare un rapporto sessuale violento: negli ultimi decenni, le denunce per abusi sessuali sono aumentate notevolmente, tanto da spingere gli organi di polizia di tutto il mondo a stilare un profilo dettagliato , una sorta di identikit che possa identificare le maggiori caratteristiche che accomunano gli stupratori seriali, indipendentemente dal luogo di provenienza, dall’ età (variano dai 16 ai 40 anni) o etnia.

Stiamo parlando di soggetti, paradossalmente, anch’ essi vittime della loro ferocia: convivono con istinti brutali, fantasie perverse, pulsioni irrefrenabili a cui non possono sottrarsi.

Cercano assiduamente prede sui cui sfogare un’ aggressività covata, spesso, fin dall’ infanzia e che trova come unico, vero, obiettivo, non tanto il raggiungimento dell’ orgasmo come in un normale rapporto, ma piuttosto il desiderio di umiliare, distruggere fisicamente e psicologicamente la vittima di turno.

Non sono rare, inoltre, le violenze sessuali che si concludono con un omicidio.

L’ ambiente in cui sono cresciuti, l’ educazione impartita in famiglia o a scuola, hanno un ruolo determinante nella crescita della psiche perversa e degenerata di cui sono affetti: lo stupratore seriale, spesso, ha subito, a sua volta, abusi in tenera età, è cresciuto in contesti degradati oppure in condizioni di basso livello socio- economico, è un consumatore abituale di droghe o alcol e tende a distorcere la realtà, arrivando perfino a giustificare le sue terribili azioni.

Tali distorsioni, riguardano anche il modo in cui il sex offender percepisce il mondo femminile in generale, quindi, se normalmente un uomo, seguendo le classiche regole di comportamento dettate dalla nostra cultura, tende ad ignorare o controllare i messaggi di tipo sessuale che involontariamente una donna può inviare (una maglia scollata che fa intravedere il seno o una gonna troppo corta), lo stupratore seriale interpreta questi segnali come un invito sessuale.

Inoltre, l’ enorme e costante quantità di immagini e video a cui i social, i giornali, le tv ci “costringono” ad assistere, in cui il corpo femminile viene strumentalizzato per veicolare un determinato messaggio, non fanno altro che fortificare nella mente dello stupratore seriale, l’ idea che ogni singola donna sia da considerarsi al pari di un oggetto inanimato da usare a proprio piacimento.

Come già accennato, l’ educazione in famiglia e la scolarizzazione sono fattori determinanti per una corretta formazione della personalità in un individuo e, quindi, anche per il modo in cui controllo i propri impulsi sessuali.

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Crescere in un contesto altamente problematico, può determinare un’ eccessiva difficoltà nel socializzare, creando terreno fertile in una psiche già fragile che, priva di alcun affetto (genitori, amici) vedrà nella frustrazione e nel rancore verso la società, le uniche ancore di salvezza.

Diventerà naturale, per il potenziale stupratore seriale, arrivare a giustificare e minimizzare il danno della violenza contro una donna, perchè questo comportamento oltraggioso verrà interpretato come conseguenza naturale dell’ emarginazione a cui da sempre è stato costretto.

Diversi studi a riguardo, hanno dimostrato come laddove c’è ignoranza, povertà ed isolamento è maggiore la possibilità che un bambino e poi un adolescente sviluppi meno capacità empatica, abbia difficoltà a riconoscere le diverse emozioni, tra cui la compassione nei confronti del prossimo.

Anche un certo humus culturale è in grado di alimentare comportamenti aggressivi, come la convinzione che “avere a disposizione un gran numero di ragazze con cui fare sesso” sia motivo di soddisfazione e potere.

Anche il costante consumo di farmaci per combattere la disfunzione erettile, come ad esempio il Viagra, può portare a conseguenze altamente pericolose.

Soprattutto tra i giovani, infatti, e’ sempre più diffusa l’ usanza di assumere pillole per potenziare le prestazioni sessuali nonostante non esista una reale patologia o un particolare impedimento fisico: una volta raggiunta l’ erezione, nel caso in cui il soggetto non abbia una partner per sfogare la propria libido, sarà più propenso a cercare anche un rapporto sessuale ottenuto con la forza, pur di non “deludere” le aspettative precedentemente create.

Tra le diverse categorie di sex offender possiamo trovare:

Stupratore per compensazione: agisce per una mancanza di autostima strutturata, lo stupro e il mezzo che gli permette di sentirsi più sicuro. Il suo scopo non è quello di fare del male alla vittima e nella sua mente la violenza sessuale è un comportamento assolutamente normale, come se fosse un metodo consono ad intraprendere relazioni.

E’ convinto che la vittima stessa gradisca un simile comportamento. Trascorre molto tempo a guardare video pornografici e, spesso, è affetto da parafilie quali l’ Esibizionismo e il Voyeurismo.

Modus operandi: pone in essere solo la forza fisica necessaria a realizzare l’ atto. Non impiega armi e cerca di impossessarsi di “trofei” (oggetti appartenenti alla vittima) che possano ricordarli l’ esperienza vissuta per soddisfare nuovamente la sua libido attraverso la masturbazione. Nello stupro tenta di realizzare le sue fantasie sessuali. Usa un linguaggio educato e si preoccupa del benessere fisico della “preda”. Colpisce, solitamente, ogni 7- 15 giorni. E’ possibile che, nel periodo successivo alla violenza, decida di mettersi in contatto con la vittima per assicurarsi della sue condizioni. Spesso, custodisce un diario dove annota le generalità delle donne aggredite e dettagli degli abusi inflitti. Se non viene bloccato, continua a reiterare gli stupri. Non essendo particolarmente aggressivo e presentando un carattere passivo, una possibile reazione della vittima può metterlo in fuga.

Stupratore per rabbia: lo scopo dello stupro è l’ odio misogino nei confronti delle donne che vengono identificate come la causa principale delle ingiustizie e vessazioni vissute in passato.

E’ consapevole del dolore che arreca alla vittima e l’ abuso è solo uno dei tanti atti violenti che pone in essere per avere una rivalsa, una forma di vendetta estrema contro il genere femminile.

Modus operandi: Attacchi improvvisi e privi di pianificazione. L’ obiettivo è quello di causa dolore e sofferenza. La vittima viene denigrata e insultata: le vengono strappati i vestiti e sferrati pugni o schiaffi. La donna subisce uno stupro vaginale, anale ed è costretta ad avere rapporti orali. L’ umiliazione nei suoi confronti continua anche dopo la sottomissione, infatti, non è raro che il carnefice sparga il suo liquido seminale sul volto della “preda”, come ulteriore segno di sfregio.

Il sex offender per odio presenta un’ indole particolarmente violenta ed efferata. Intervallo di tempo tra gli stupri: sei mesi o un anno.

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Stupratore per potere: la componente principale è il dominio. Lo stupro e le sevizie rappresentano soltanto un mezzo per soggiogare la vittima e ribadire la propria virilità: la violenza sessuale è un diritto connaturato in quanto tutto gli è dovuto.

Modus operandi: studia la vittima e la adesca nella sua trappola. L’ assalto è una combinazione di xrudeltà fisica e verbale, se la donna reagisce, aumenta di conseguenza l’ efferatezza impiegata per sottometterla. Può violentare la stessa persona in diverse occasioni. Stupro prettamente vaginale ma trova maggior compiacimento nel sesso orale. Predilige vittime della sua stessa età o più giovani. L’ atto sessuale è costituito principalmente da un impulso irrefrenabile. Il movente di base è esercitare il potere in una dinamica predatoria. Intervallo di tempo fra gli stupri, 20- 25 giorni. Il livello di violenza si moltiplica con la reiterazione del reato. Può impiegare un’ arma per minacciare. Non occulta la propria identità grazie ad una componente strutturata di elevata autostima ed è convinto che terrorizzando la vittima, lei non lo denuncerà. Mancanza assoluta di rimorso ma un atteggiamento collaborativo della “preda”, potrà ridurre il livello di eggressività ed evitare la morte. Spesso ha subito abusi durante l’ infanzia.

Stupratore per Sadismo: decisamente, lo stupratore seriale più pericoloso in assoluto. Si diverte ad infliggere dolore fisico e psicologico e trae piacere, completa eccitazione, dalla violenza stessa. Non si limita a stuprare ma umilia e tortura la vittima fino ad ucciderla. Il confine tra stupratore sadico e serial killer è molto sottile.

Ha subito reiterati abusi durante l’ infanzia e manifesta diversi disturbi parafilici ma, nonostante questo, spesso ha una buona reputazione sociale e un quoziente intellettivo elevato.

Modus operandi: lo scopo dello stupro è procurare il livello di dolore più alto possibile. Seleziona la vittima in modo accurato, la osserva, la studia e si assicura di seguire meticolosamente il piano prestabilito. Utilizza bavagli, nastro adesivo e strumenti di tortura con lo scopo di terrorizzare ulteriormente la malcapitata. Costringe la “preda” ad assumere specifici comportamenti in modo da aumentare la sua eccitazione, come, ad esempio, usare un linguaggio oltraggioso o praticare del sesso orale prima della penetrazione vaginale.

Essendo un soggetto altamente pericoloso, la reazione della vittima non diminuisce il livello di violenza adottata; la donna in questione, può solo sperare che il sex offender si limiti all’ abuso risparmiandole la vita.

Stupratore che agisce in ambito famigliare: esiste una categoria di sex offender che colpisce, esclusivamente, membri del proprio nucleo famigliare o (più raramente) persone con cui ha rapporti stretti.

Per questi soggetti, il cui profilo psicologico non varia rispetto alle categorie sopra citate, avere rapporti sessuali con determinati componenti dell’ ambiente che li circonda, è come una dimostrazione d’ amore nei loro confronti: “se davvero mi ama, allora deve consumare un rapporto con me, non importa se sia consenziente o meno”.

Modus operandi: Il sex offender in questione, ricorre all’ atto dello stupro per affermare la sua virilità, il suo potere, la sua autorità e diventa una sorta di punizione contro chiunque (all’ interno del gruppo famigliare) abbia osato contrapporsi alla sua figura: classico atteggiamento di quei soggetti insicuri e con poca autostima.

Paolo Mattia

Pubblicato da theevolution

Si consiglia la lettura al solo pubblico adulto. I temi trattati potrebbero offendere la sensibilità di minori, moralisti o deboli di cuore.

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