Jeffrey Franklin: l’ abuso di farmaci, il satanismo e la mattanza finale

Satanaaaaaaaa dimmi come mi chiamo…
Jeffrey Franklin

Cronaca Nera Estrema- Satanismo- Jeffrey Franklin

Provate a prendere un ragazzetto con problemi mentali, qualche ideologia satanica un po’ confusa ma estremamente violenta, dosi masicce di farmaci dagli effetti devastanti, mixate il tutto e come risultato avrete il curriculum di Jeffrey Franklin, adolescente di Huntsville (Alabama), passato agli onori della cronaca, per aver scatenato una delle più crudeli mattanze che la storia ricordi.
Il 10 marzo 1998, Jeffrey Franklin, all’ epoca appena 17enne, aggredì ed uccise entrambi i genitori a colpi d’ ascia e bastone ferrato per poi accanirsi sui tre fratelli (tra cui un bambino di appena 6 anni) che, però, miracolosamente, ne uscirono illesi riportando “soltanto” leggere ferite alla gola.
Una volta catturato dalla polizia, allertata dai vicini di casa spaventati dalle grida, il ragazzo iniziò a sputare addosso agli agenti che cercavano di ammanettarlo, mentre urlava bestemmie ridendo sadicamente .
Era a torso nudo con un evidente forcone e un pentacolo incisi sulla pelle, probabilmente con un coltello o una forbice.
Durante la perquisizione nella sua stanza, risultò palese come Jeffrey Franklin avesse meticolosamente studiato un piano ben dettagliato per sterminare la propria famiglia.
Nei suoi diari, traspariva, inoltre, un calcolo di ciò che avrebbe detto agli investigatori: “Anche se mi catturano, mi dichiarerò malato di mente, così mi farò beffa dei giudici, degli avvocati e dopo due mesi verrò rilasciato”.
Oltre a questo, le pagine in cui il giovane sfogava una sempre crescente follia nella più completa solitudine, mostravano come i suoi tormenti avessero raggiunto il punto di non ritorno: disegni raffiguranti violenze sessuali, scene di omicidi, adorazioni a Satana, preghiere per evocare entità demoniache, parole d’ odio nei confronti della religione cristiana e continui riferimenti al “Necronomicon” e alla Bibbia di Anton La Vey.
Jeffrey Franklin
Jeffrey Franklin
“So che papà sarà a casa in questo momento. Lo aspetterò vicino alla porta d’ ingresso, dietro la piccola conigliera e lo colpirò con un martello. La mamma uscirà a fare una passeggiata, quando tornerà alzerò il volume della radio, la chiamerò nella stanza e le chiederò cosa c’è per cena oggi, poi la ucciderò. Che dire dei miei fratelli? Attirerò in una stanza i miei fratellini e li strangolerò, poi prenderò mia sorella e la stuprerò prima di ucciderla” queste le parole deliranti del killer “Satana mi ordina di farlo, devo ucciderli uno ad uno, l’ oscuro signore mi ha riempito d’ odio puro, mi guida all’ entrata nel suo regno, presto sarò felice, il mio tempo è arrivato”.
Durante un’ udienza dopo l’ arresto, Jeffrey Franklin dichiarò che non dormiva da due giorni, a causa dell’ abuso di Ritalin, un farmaco per favorire la concentrazione nello studio.
Disse, inoltre, che alcuni demoni erano entrati nella sua casa e si era impossessati della sua anima.
Solo sei mesi dopo gli omicidi, sperando di ottenere la libertà vigilata, ammise la propria colpevolezza; questo gli permise di evitare la pena di morte ma non la condanna a tre ergastoli.
Analizzando bene questa vicenda a distanza di tempo, è lecito pensare che Jeffrey Franklin, all’ epoca dei fatti, stava al satanismo come Chiara Ferragni sta in una quarta di reggiseno.
Il suo rancore verso i genitori, cristiani praticanti, lo spinsero ad “adorare” il demonio più come forma di ribellione, piuttosto che per una concreta convinzione.
Una frustrazione violenta sommata ad un eccessivo abuso di farmaci (il Ritail se preso in quantità eccessive, provoca insonnia, aggressività, depressione, nervosismo e ansia) erano il combustibile perfetto per scatenare una mattanza il cui terribile epilogo sarebbe stato solo una questione di tempo.

Paolo Mattia

Pubblicato da theevolution

Si consiglia la lettura al solo pubblico adulto. I temi trattati potrebbero offendere la sensibilità di minori, moralisti o deboli di cuore.