L’ insolita parafilia di Ashley Nicole Richards: il crush- porn

Su questo Blog abbiamo già affrontato, in diverse occasioni, il tema delle parafilie, ossia quelle perversioni caratterizzate da ricorrenti impulsi, fantasie o comportamenti sessualmente eccitanti che riguardano oggetti inanimati, bambini/ persone non consenzienti oppure azioni messe in atto con l’ unico scopo di infliggere o ricevere sofferenza, sia fisica che psicologica.
Tra le più note possiamo ricordare il Feticismo, l’ Esibizionismo, il Masochismo e il Sadismo.
C’è ne sono molte altre, alcune davvero terribili, che magari tratterò in un altro articolo, ma non adesso.
Oggi vorrei parlarvi della “singolare” ma non per questo meno inquietante, perversione sessuale praticata dalla 24enne Ashley Nicole Richards di Houston in Texas (U.S.A.).
Era il Settembre del 2015 quando la nostra protagonista, venne arrestata per la produzione e distribuzione di video osceni.
Nulla di così strano, potremmo pensare, se non fosse che i video in questione appartenevano al genere “Crush”; per intenderci, filmati in cui la donna, mascherata e in completo intimo, torturava animali sussurrando frasi scabrose con lo scopo di eccitare gli spettatori.
Per quando possa sembrare assurdo, ci sono davvero persone che raggiungono l’ orgasmo vedendo scene di violenza contro cani, gatti, piccoli roditori, insetti, ecc…
Possiamo dividere questo genere di pornografia in due gruppi distinti:
– “Soft- Crush”: in cui vengono utilizzati oggetti come palloni e giocattoli, oppure del cibo. Nei video “Soft- Crush” più estremi compaiono quei tipi animali come insetti e crostacei, ritenuti non particolarmente “teneri” dall’ opinione pubblica generale;
– “Hard Crush”: in questo caso, le torture inflitte agli animali (soprattutto gatti e cani) sono atroci e, nella maggior parte dei casi, si concludono con la morte del soggetto.
Il 14 Agosto 2012, la PETA (People for the Ethical Treatment of Animals) inviò alla polizia di Houston, una cartella intitolata “Ebony Kill Cat”, contenente 20 filmati amatoriali, in cui una donna torturava, mutilava ed uccideva cuccioli di animali.
Con essi vennero segnalati i link di un sito dove era possibile acquistare legalmente video crush- porn.
Tra i video incriminati, uno denominato “Puppy2” mostrava la ragazza intenta a colpire un pittbull con una mannaia, fino a staccarli la testa, per poi urinare sul suo cadavere.
In altre scene, la carnefice si divertiva ad infilare un tacco nell’ occhio di un gatto o bruciare un cane con una sigaretta…
La ragazza mascherata autrice di quelle orribili sequenze, venne identificata in Ashley Nicole Richards.
Una volta arrestata, la 24enne mostrò di non provare rimorsi o pentimenti per le azioni compiute, definendo quei brutali massacri come “sacrifici” o “riti” e giustificandosi dicendo di aver girato le scene sotto l’ effetto dell’ alcol. Dichiarò, inoltre, che il sito su cui vendeva i filmati pagava tra i 400 e i 500 dollari.
Insieme alla donna, finì in manette anche il 54enne Brent Justice suo convivente . Era lui, secondo l’ accusa, a filmare Ashely con la videocamera, senza però avere ruoli attivi all’interno dei video incriminati.
Ad un certo punto delle indagini un tribunale federale lasciò cadere le accuse contro i due arrestati per ragioni costituzionali, ma la corte d’ Appello degli Stati Uniti per il Quinto Circuito, decise di reintrodurle.
Nel 2010 la Corte Suprema degli Stati Uniti aveva, infatti, bocciato una legge datata 1999 che rendeva illegale rappresentare crudeltà suglia animali, dichiarando che questa costituiva una violazione del Primo Emendamento, in quanto, sotto la sua giurisdizione sarebbero ricaduti anche i cacciatori e non solo coloro che, effettivamente, riprendevano maltrattamenti per il piacere degli spettatori.
Tempo dopo, il Congresso approvò “L’ Animal Crush Video Prohibition Act”, un legge più restrittiva che criminalizzava la produzione e il commercio di quello specifico materiale pornografico.
In base ad un comunicato stampa congiunto tra F.B.I. e Dipartimento di Giustizia, Ashley Nicole Richards risultò essere il primo caso di condanna per questo tipo di reato di una corte federale.
La 24enne, accusata di produzione e distribuzione di materiale osceno, adesso rischia 7 anni di reclusione a cui potrebbe aggiungersi una multa pari a 250.000 dollari.
Le indagini a carico di Brent Justice sono ancora aperte e attualmente l’uomo si trova in carcere per maltrattamenti di animali.

Paolo Mattia

Ashley Nicole Richards
Ashley Nicole Richards

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Brent Justice
Brent Justice

Pubblicato da theevolution

Si consiglia la lettura al solo pubblico adulto. I temi trattati potrebbero offendere la sensibilità di minori, moralisti o deboli di cuore.