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Lasciate ogni speranza o voi che entrate: Visitor Q

Visitor Q
La trama di un film, i suoi dialoghi, la forza delle immagini, possono generare sensazioni estreme, imponenti, che difficilmente vivremmo nella quotidianità.
Probabilmente è questa la forza principale del cinema, quella di farci provare emozioni, che siano positive o negative, a cui il nostro cervello non è abituato.
“Visitor Q”, film giapponese del 2001 diretto dal maestro Takashi Miike, non ha nulla da invidiare ad altre pellicole per quanto riguarda la potenze delle immagini ed il loro significato.
Possiamo definirlo un film culto per gli amanti del genere estremo ed io non sarei qui a raccontarvelo se la pensassi diversamente. Perchè Visitor Q, semplicemente, destabilizza la tua coscienza e per farlo non ha bisogno di gore, splatter o scene particolarmente violente, ti inquina l’ animo mostrando la banalità del male, quello che tutti noi conosciamo, magari viviamo sulla nostra pelle ma che tendiamo sempre a nascondere.
Nata all’ interno di un progetto per la televisione nipponica, intitolato “Love Cinema”, la pellicola, interamente girata in digitale, presenta diverse analogie con “Teorema”, lavoro del 1968 ad opera di Pier Paolo Pasolini.
In Visitor Q i momenti scioccanti non si fanno attendere: assistiamo subito ad un rapporto sessuale, molto dettagliato, tra una giovane ed avvenente ragazza ed un uomo meno giovane e meno avvenente.
L’ amplesso però dura molto poco perchè, come lui stesso confessa, il tipo in questione, tale Kiyoshi Yamazaki, ha grossi problemi di eiaculazione precoce. La ragazza, Miki, inizialmente indispettita per l’ accaduto, ritrova il buonumore ed inizia a deriderlo, poi, avida e compiaciuta, si intasca i soldi che l’ uomo le mette in mano.
Voi direte: abbiamo quindi assistito ad una normale scopata tra una prostituta e il suo cliente, che c’è di strano? Nulla se non fosse che i due sono padre e figlia e la giovane vende il corpo non per un reale bisogno di denaro, ma per puro divertimento.
E in quell’ occasione voleva divertirsi col padre.
Questi primi minuti di Visitor Q possono farci capire quanto il film sia stronz., un vero e proprio pugno nello stomaco.
Se l’ inizio è questo, figuriamoci la fine.
Comunque, già che ci siamo andiamo a conoscere anche gli altri componenti di questa deliziosa famiglia: troviamo Keiko, moglie del putt.niere, dipendente dalle droghe e anch’ essa prostituita, vittima di continui pestaggi da parte del figlio minore Takuya che, vittima a sua volta di bullismo a scuola, sfoga tutta la sua frustrante rabbia contro la povera madre.
Un bel giorno Kiyoshi, giornalista televisivo, conosce uno strano ragazzo, il “Visitatore”, un tizio che parla praticamente mai e che per attirare l’ attenzione delle persone, tira pietre in testa (????).

Per qualche strana ragione, i due diventano buoni amici e l’ uomo, probabilmente per ringraziarlo di avergli quasi fracassato il cranio con una sassata, chiede al Visitatore di vivere con lui e la sua famiglia, perchè essendo loro persone “normali”, un fulminato in più in casa non avrebbe fatto male.
In effetti, però, la presenza del nuovo inquilino porta linfa vitale a tutti i componenti del nucleo ed in particolare a Kieko che si ribella finalmente a Takuya lanciandoli un coltello, inoltre, inizia a ritrovare la propria sessualità scoprendo che può raggiungere l’ orgasmo strizzandosi i seni e facendo schizzare del latte dai capezzoli.
Kiyoshi, deciso a realizzare un servizio sul bullismo, segue il figlio a scuola per documentare le sevizie a cui quotidianamente viene sottoposto.
A causa del rifiuto di una sua collega giornalista di partecipare alle riprese, viene colto da raptus e la aggredisce con l’ intento di violentarla. Nasce una collutazione tra i due che si conclude con la morte della donna.
Da sottolineare che in tutto sto casino, il Visitatore è sempre presente, non dice una parola e riprende ogni scena con una videocamera.

Una volta uccisa la collega, Kiyoshi mette il cadavere in macchina e lo trasporta fino a casa per poi farlo a pezzi.
L’ uomo però, di fronte al giovane corpo della vittima, si eccita e decide di consumare un rapporto sessuale.
Ed è qui che arriva la parte che ha reso immortale questo film.
Kiyoshi, mentre abusa del cadavere, porta una mano nella zona tra le natiche e la vagina e, con enorme sorpresa esclama. “Lo sto facendo veramente! Arrivo. Sì, sei bagnata! Sei morta ma sei tutta bagnata. I misteri della vita sono strabilianti! Persino un cadavere può bagnarsi! E’ fantastico!”, poi scoprendo che in realtà quello nella sua mano non era “liquido femminile” ma bensì cacca, conclude il monologo con “Hey, questa è merda! Non è un mistero della vita, è merda!”.
Nonostante la spiacevole sorpresa, Kiyoshi raggiunge l’ orgasmo ma, a causa del rigor mortis (rigidità muscolare di un corpo tre ore dopo il suo decesso), il suo pene rimane incastrato tra le gambe della ragazza.
L’ uomo, dunque, si trova costretto a dover chiedere aiuto alla moglie che, nel frattempo, è in cucina intenta a strizzarsi le mammelle davanti al Visitatore per mostrargli quanto latte è in grado di far uscire.
Portato il marito (con il cadavere della giornalista) in bagno, la donna riesce a tranquillizzarlo iniettandoli dell’ eroina che, allo stesso tempo rilassa i muscoli di Kiyoshi permettendogli di liberarsi dalla vagina del cadavere.
Kiyoshi e Keiko vanno poi in soccorso del figlio che, davanti casa, viene assalito dal solito gruppo di bulli; i due uccidono in maniera selvaggia gli aggressori salvando la pelle a Takuya poi, forse per festeggiare in allegria, iniziano tutti insieme a fare a pezzi il corpo dell’ ex collega di Kiyoshi.

Il Visitatore decide di abbandonare la famiglia per dirigersi altrove, tanto ormai tutti i componenti avevano ritrovato serenità ed unione e quindi il suo compito era terminato.
Prima di sparire incontra il piccolo Takuya che giace nella pozza di latte versato dai seni di Keiko, il quale lo ringrazia e gli promette che non picchierà più sua madre e si impegnerà maggiormente negli studi.
Alla fine il Visitatore trova sulla sua strada Miki che, essendo perennemente arrapata, gli propone un rapporto sessuale; lui senza farselo dire due volte, le tira un sasso in piena faccia.
Miki quindi, come se non fosse successo niente, lo saluta e torna alla casa natale; dalla finestra vede la madre in giardino mentre allatta il padre e, poco dopo, si unisce a loro.

Paolo Mattia

Pubblicato da theevolution

Si consiglia la lettura al solo pubblico adulto. I temi trattati potrebbero offendere la sensibilità di minori, moralisti o deboli di cuore.