Lucas Sharkur: il “training necrofilo” dentro l’ obitorio

Lucas Sharkur
Lucas Sharkur, il necrofilo

Necrofilia- Lucas Sharkur

Ve lo giuro oggi volevo scrivere altro. Avevo argomenti completamente differenti da esporre ed ero anche abbastanza soddisfatto in quanto, almeno questa volta, l’ articolo preparato sembrava interessante, strutturato in una maniera vagamente decente, pronto per essere pubblicato e ad essere sinceri mi sentivo compiaciuto, come un alunno che viene chiamato dall’ insegnate per l’ interrogazione e tutto contento raggiunge la lavagna consapevole di essere ben preparato.
Poi però casualmente mi ritrovo a guardare un’ intervista ad un tizio sconosciuto, in un programma sconosciuto, inutile quanto un video di Kokeshi, con un improbabile giornalista che fa domande così furbe che Barbara D’ Urso in confronto è un Nobel per la letteratura, e da quel momento mi si apre un mondo.
Faccio la conoscenza di un “eroe” mondiale che i media volevano ingiustamente nasconderci ma che io ho deciso, gloriosamente, di portarlo alla luce per mostrarlo in tutta la sua ignoranza.
Il tipo sconosciuto protagonista dell’ intervista, era tale Lucas Sharkur, giovane ghanese impiegato in un obitorio ad Accra, lungo la costa atlantica dell’ Africa occidentale.
Nulla di strano effettivamente, fino al momento in cui sto squilibrato inizia a raccontare, in diretta televisiva, quanto fosse normale per lui avere rapporti sessuali con i cadaveri presenti nell’ obitorio.
E non del tutto soddisfatto, rincara la dose affermando che, a causa del costante rifiuto che subiva dalle ragazze, la necrofilia era l’ unico modo per avere esperienze intime.
A dirla tutta, Lucas Sharkur racconta come in realtà, almeno inizialmente, sia stato un po’ “forzato” ad avere rapporti sessuali con i morti, da parte dei suoi colleghi più anziani: lui la definisce come una sorta di prova che, insieme ad altre, andavano a formare quello che potremmo intendere come un training (un allenamento), ideato con lo scopo finale di vincere la paura di lavorare in mezzo ai morti.
“Ti fanno avere rapporti con i cadaveri perchè così poi non avrai più paura di loro. E funziona”.
Lucas racconta come  il “training necrofilo” ebbe inizio diversi anni prima, quando lui era appena un 12enne. In un’ occasione, suo padrino lo portò per la prima volta a visitare l’ obitorio di Accra, consapevole che ben presto, il giovane avrebbe iniziato a lavorare lì dentro come aiutante custode.
A quel punto lo lasciò da solo, in una sala d’ attesa, costringendolo a mangiare del cibo davanti al corpo senza vita di una ragazza.
La prova consisteva nel non vomitare nonostante la vista e l’ odore nauseabondo
La seconda prova, prevedeva che Lucas trascorresse 5 giorni in un cimitero, notte e giorno; l’ unica distrazione concessa era la lettura di un libro a sua scelta, che gli sarebbe stato d’ aiuto per meditare.
Il terzo passo, si ricollega ad una tipica credenza popolare ghanese, secondo la quale gli animali sono in grado di proteggere le persone dagli attacchi di quei cadaveri morti fisicamente ma non spiritualmente, attacchi questi che consistono, principalmente, nel paralizzare il corpo del malcapitato.
Al giovane venne, quindi, fornita una lista di animali (che gli avrebbero fatto compagnia durante le ore di lavoro nell’ obitorio) da cui poteva sceglierne soltanto uno; tra le varie opzioni fornite c’erano anche una tigre e un gorilla.
Sarò ignorante, ma credo che se ti porti una tigre in un obitorio, gli eventuali malefici di qualche fantasmino incaz… sarebbero gli ultimi dei problemi.
Ma noi non ci scomponiamo e passiamo al quinto ed ultimo step dell’ allenamento: l’ abuso sessuale del maggior numero di cadaveri, in modo da prendere una certa confidenza con essi.
Sinceramente non ho ben capito il motivo per cui “se un cadavere ti spaventa, fai sesso con lui e ti passa la paura” ma evitiamo di complicarci ulteriormente la vita ponendoci inutili domande.
Comunque, alla fine dell’ intervista, quel fenomeno di Lucas Skarkur conclude confidando che i morti spesso gli appaiono in sogno, raccontandogli delle loro vite passate e che, giusto per raccimolare qualche soldino in più, di tanto in tanto gli capita di vendere parti dei cadaveri, successivamente utilizzati in rituali di magia nera.
Tutta sta storia si è verificata nel 2016; da quel momento, alcune fonti narrano che il nostro protagonista abbia fatto perdere le sue tracce per timore di eventuali ritorsioni che la sua inquietante intervista avrebbe provocato, altri invece affermano che abbia girato tutte le televisioni del Ghana e dintorni raccontando le sue avventure nell’ obitorio, svelando i particolari più macabri dei suoi rapporti sessuali necrofili.

Paolo Mattia

Pubblicato da theevolution

Si consiglia la lettura al solo pubblico adulto. I temi trattati potrebbero offendere la sensibilità di minori, moralisti o deboli di cuore.