“Mamma Cannibale”; adesso ti insegno a cucinare un bambino

Mamma Cannibale

Libri Disturbanti- Mamma Cannibale

Pensavo di essere sotto l’ effetto di un trip e invece vi assicuro senza alcun ombra di dubbio che ero lucido, quando ho iniziato a leggere Mamma Cannibale di Letizia Cella.
Nonostante fossi totalmente in grado di intendere e volere, faticavo a capire se fosse tutto uno scherzo oppure la realtà: premetto, non metto in dubbio le intenzioni innocenti e affabili dell’ autrice, ma pubblicare un libro per bambini in cui vengono descritte ricette per cucinare bambini, non mi sembra propriamente una trovata così esaltante.
Mamma Cannibale, volume di 52 pagine uscito nel 2009, è proprio questo: una serie di filastrocche che consigliano, in maniera scanzonata e divertita, svariate idee utili a preparare succulenti piatti a base di infante.
Sinceramente l’ idea la trovo abbastanza inquietante e fuori luogo considerando, inoltre, che il pubblico di riferimento sono bambini la cui fascia d’ età varia dai 3 ai 5 anni.
Stando, però, alle recensioni entusiaste scritte da coloro che hanno acquistato Mamma Cannibale, probabilmente sono io che non ho capito appieno il reale significato dell’ opera… oppure ho, semplicemente, una mente così turbata da violenze autoinflitte, da non permettermi più di distinguere l’ ironia dalla perversione.
Dall’ introduzione, si intuisce come il “mangiare un bambino” sia da intendere nella sua forma affettuosa e bonaria, tipo “vorrei mangiarti di baci, coccole e bla bla bla” ma, pur essendo libero di vedute e senza particolari barriere ad ostacolarmi il pensiero, ritengo che sia sempre importante, quando si parla di minori, dosare parole e intenzioni.
Se poi, tra qualche anno, vi ritrovate nel salotto un 18enne Armin Meiwes, non ditemi che non vi avevo avvertito (ok, forse adesso sto esagerando un po’).
Comunque, inutile dilungarci troppo, tanto non c’è molto altro da dire su questo libro, a parte rallegrarvi mostrandovi alcune delle perle concepite con maestria dalla nostra Letizia Cella.
Io continuo a credere che siano di cattivo gusto in quanto, nonostante un bambino così piccolo non possa sicuramente conoscere il significato di certe affermazioni, fossi un genitore, eviterei comunque di leggergli quello che, ridendo e scherzando, a me pare una sorta di “manuale di benvenuto del piccolo cannibale”.
Mamma Cannibale
“Una bimba sempre sveglia
io l’ adagio nella teglia,
dopo aggiungo sale grosso
col peperoncino rosso.
La cospargo d’ olio fino
e di pepe un granellino;
l’ addormento dentro il forno
fino a quasi mezzogiorno”

“Mi vien voglia di assaggiarti
di leccarti e mordicchiarti
d’ ingoiarti in un boccone
per riaverti nel pancione.
E m’ invento, per giocare,
di volerti cucinare…
Ma tu invece fai davvero!
E mi mangi per intero.
Succhi tutti i miei momenti
vampiretta senza denti.
Poppi tutti i miei pensieri
sanguisuga nata ieri.
Con voracità impunita
ti fai fuori la mia vita.
E mi vien anche il sospetto
che continuerà il banchetto:
pranzi, morsi, assaggi, cene,
noi così ci vogliam bene
…diventando grandi insieme”

“Questa bimba tutta nuda
me la mangio fresca e cruda.
Incomincio dai piedini
belli rosa tenerini
profumati di formaggio:
ed è solo il primo assaggio.
Dopo arrivo su al ginocchio
e vorace lo sgranocchio.
E’ croccante, saporito,
ma il cosciotto è il preferito
e ne mangio a più non posso
rosicchiando pure l’ osso.
Il suo morbido pancione
lo trangugio in un boccone.
Quanto è buona la bambina!
Ho una fame stamattina
che anche senza condimento
me la pappo fino al mento.
E se arriva il suo papà?
Gliene lascio la metà”

“Se la bambina è un po’ viziata
ne faremo una frittata:
la faremo col prosciutto,
cotta bene nello strutto.
La faremo a fuoco alto
e girata con un salto.
La faremo ben dorata
la frittata di viziata”

Paolo Mattia

Pubblicato da theevolution

Si consiglia la lettura al solo pubblico adulto. I temi trattati potrebbero offendere la sensibilità di minori, moralisti o deboli di cuore.