Quando l’ essere umano diventa brutale: tutti i miei serial killer #1

 Serial Killer

Ammetto di aver perso ogni speranza ormai, nonostante la mia testardaggine continui a suggerirmi di non cedere alla resa: ogni mattina apro gli occhi illudendomi di assistere alla completa estinzione del genere umano (così sai quante teste di ca.. in meno ci sarebbero da sopportare), ma questo fin’ ora non è mai successo e considerando che, molto probabilmente, neanche oggi succederà, rinuncio a farmi saltare le tempie per regalarvi un’ altra perla del mio vasto repertorio.
Giusto perchè in questo preciso momento non ho nulla da fare e per non sentirmi inutile come un follower di Chiara Ferragni, vi stilerò un elenco dei serial killer più crudeli che occhio umano abbia mai visto. Ma essendo una sorta di classifica molto personale, probabilmente alcuni tra i più celebri non li vedrete elencati.
Fermo restando che l’ argomento serial killer non mi ha mai affascinato più di tanto, ho comunque anch’io i miei “preferiti” che magari (alcuni) non possono vantare un bottino di vittime così elevato, ma in quanto a crudeltà, sadismo ed efferatezza, non hanno nulla da invidiare a nessuno.
Però, prima di iniziare, perchè non cerchiamo di capire cos’ è davvero un assassino seriale?
Beh allora aspettate un attimo, apro Wikipedia e ve lo dico subito.
Il serial killer è un pluriomicida che compie due o più omicidi distribuiti in un arco di tempo relativamente lungo, intervallati da periodi di “calma apparente”, in cui il serial killer conduce una vita sostanzialmente normale.
L’ assassino seriale uccide, nella maggior parte dei casi, persone totalmente estranee e con un modus operandi caratteristico (il modus operandi sarebbe l’ insieme delle azioni- solitamente sempre le stesse come fossero un rituale- compiute dal carnefice per uccidere la vittima di turno).
La loro è una natura omicida compulsiva, quindi compiono delitti perchè “ne sentono il bisogno”, devono in qualche modo placare le ossessioni di contenuto egodinostico che imperversano nelle loro menti attraverso pensieri o immagini ricorrenti: le ossessioni in questione, sono sempre generate da insopportabili stati d’ ansia.
Solitamente un individuo inizia ad uccidere in maniera seriale, a causa di traumi della sfera emotivo- sessuale subiti in giovane età, anche se diversi studiosi continuino ad affermare che il serial killer altro non è che una specie di “mostro” privo di pietà, empatia, emozioni di alcun tipo che ha come unico strumento per affermarsi nella società, l’ omicidio. Secondo queste teorie, l’ assassino seriale nasce assetato di sangue e il suo status non è condizionato da alcun fattore sterno.
Detto questo cari miei lettori affezionatissimi, la iniziamo o no questa caz.. di classifica?
Ma sì dai iniziamola, se no qui finiamo davvero a Natale.

VINCENZO VERZENI
serial killer
“Il Vampiro della bergamasca”, “Lo Strangolatore di donne”, probabilmente il più spietato tra i serial killer italiani.
Nato l’ 11 Aprile 1849 a Bottanuco (Bergamo), venne condannato per l’ omicidio di due donne e l’ aggressione di altre sei tra il 1867 e il 1872.
Verzeni attirava le vittime con scuse banali per poi aggredirle sessualmente: raggiungeva l’ orgasmo soltanto mentre le strangolava.
Le donne, dopo essere state uccise, venivano mutilate, seviziate (su alcune furono trovati grossi spilli conficcati nelle carni e segni di morsi), squartate e i loro organi genitali asportati.
Il suo caso, sicuramente anomalo e controverso per quell’ epoca, fu oggetto di studi da parte di Cesare Lombroso.

ROBERT BERDELLA
serial killer
“Il Macellaio di Kansas City”, classe 1949, è passato alla storia come uno dei più efferati serial killer omosessuali.
Uccise almeno 6 uomini tra il 1984 e il 1987, che rapiva imprigionandoli nella sua abitazione in modo che diventassero i suoi “giocattoli sessuali”.
Le vittime, quotidianamente, subivano stupri e torture di ogni genere per poi essere massacrate, quando ormai non erano più utili al diletto del loro carnefice.
Dopo l’ arresto, Robert Bardella si giustificò dicendo “Alcune delle mie più oscure fantasie, dovevano diventare realtà”.

MAURIZIO MINGHELLA
serial killer
Altro serial killer italiano che, personalmente, ho sempre trovato inquietante solo guardandolo in faccia.
Nato a Genova nel Luglio del ’58 e dotato di un quoziente intellettivo ben al di sotto della media, sta scontando l’ ergastolo per aver ucciso una giovane prostituta, più altri 200 anni di carcere per aver commesso una serie di 10 omicidi e di violenze a Torino tra il 1997 e il 2001, sempre ai danni di prostitute.
Le vittime venivano sequestrate, stuprate ed infine derubate dei loro averi.
Minghella riuscì a compiere tali nefandezze nonostante fosse in semilibertà: già nel 1978, infatti, era stato processato a Genova per l’ omicidio di 5 donne.
Durante il processo, una delle vittime scampate alla furia del mostro, disse: “Mentre Minghella mi violentava da dietro, mi urlava che gli piaceva vedere il sangue uscire dal culo”.

YOO YOUNG- CHUL
serial killer
Originario della Corea del Sud, Yoo Young- Chul è stato condannato a morte il 13 Dicembre 2004.
Tra il Settembre 2003 e il Luglio 2004 uccise un numero ancora oggi imprecisato di persone (tra le 20 e le 40), molte delle quali giovani prostitute o benestanti anziani dei ceti elevati.
Assaliva le sue vittime nelle loro abitazioni o attirandole in casa propria per poi ucciderle a martellate o con l’ ausilio di armi da taglio.
Spesso mutilava i corpi dei cadaveri e ne mangiava parti degli organi interni, al fine, come lui stesso ha confessato, di purificarsi per i peccati commessi.

DENNIS LYNN RADER

Dennis Rader, soprannominato “BTK Killer” (“BTK” sta per “bind, torture and kill”, “lega, tortura e uccidi”), uccise 10 persone nella Contea di Sedgwick, in Kansas, tra il 1974 e il 1991.
Passato alla storia per essere un soggetto estremamente sadico, come recita la sigla BTK, Dennis Rader rapiva le vittime, le teneva legate per giorni, divertendosi a torturarle fino a quando morivano sfinite da quella terribile agonia.
Condannato a 10 ergastoli, sta scontando la sua pena nel penitenziario “El Dorado Correctional Facility”.

WESTLEY ALLAN DODD

E pensare che Westley Allan Dodd era l’ esempio classico del bravo ragazzo: tranquillo, ben educato, mai una sciocchezza, sempre a distanza da alcol e droghe.
Spesso definito come il “peggior serial killer della storia”, uccise tre bambini tra il 4 Settembre e il 13 Novembre 1989.
Adescava minori per poi violentarli ed ucciderli con decine di coltellate.
La terza vittima, rapita in una parco a Portland (Oregon), venne portata in una baracca abbandonata, torturata e violentata per due giorni, strangolata lentamente ed infine impiccata ad un armadio, dove il killer scattò delle fotografie come ricordo della piacevole esperienza.
Una volta arrestato, Westley ammise: “Mi sono divertito a violentare, torturare e uccidere quei bambini. Mi ha dato una forte emozione sessuale, ma sono una persona pericolosa e dovete impiccarmi o ucciderò ancora”.

ROBERT BLACK

Uno che veniva chiamato “Robert il Puzzone” non poteva certo mancare nella mia personale lista degli orrori.
Perchè lo chiamavano “Robert il Puzzone”? Boh e io cosa ne so, probabilmente perchè puzzava.
Pedofilo scozzese, Robert Black è stato condannato all’ ergastolo (con la raccomandazione di scontare almeno 35 anni), per il rapimento, lo stupro e l’ omicidio di quattro ragazze tra i 5 e gli 11 anni in un lasso di tempo compreso tra il 1981 e il 1986, nel Regno Unito.
Gli investigatori, però, sospettano che le aggressioni sessuali e gli omicidi compiuti dal killer, siano molti di più rispetto a quelli accertati.
Gli psicologi che trattarono il suo caso, nel tracciare un identikit di Robert Black, affermarono che “il soggetto era fortemente attratto dal potere che aveva sulle vittime, sapendo che di loro poteva farne ciò che voleva. Ma soprattutto, lo eccitava il pensiero del dolore infinito che avrebbero patito le famiglie delle vittime stesse, nello scoprire quello che aveva fatto alle loro bambine”.

RICHARD TRENTON CHASE

Richard Trenton Chase, “Il Vampiro di Sacramento”, il cui perverso sadismo scovolse l’ opinione pubblica mondiale.
Autore di 6 omicidi accertati tra il Dicembre 1977 e il Gennaio 1978, Richard uccideva le proprie vittime a colpi di fucile calibro 22, ma il peggio arrivava dopo la loro morte…
Il killer, compiuto il delitto, beveva il sangue dei cadaveri, violentava i loro corpi per poi squartarli, farli a pezzi in una sorta di delirio demoniaco.
Uccideva sconosciuti entrando nelle loro abitazioni, mettendole a soqquadro, sfregiando mobili e urinando o defecando nei cassetti.
Tra le sue vittime, troviamo anche un neonato che venne ritrovato quattro giorni dopo il decesso, nei pressi di una chiesa.

JOHN WAYNE GACY

Penso che tutti voi lo conosciate, il perverso, sadico, John Wayne Gacy, il “Killer Clown” che, a detta di molti, ispirò il romanzo cult di Stephen King, “IT”.
Nato a Chicago il 17 Marzo del 1942, uccise 33 vittime (ma si sospetta che siano molte di più), tra il Gennaio 1972 e il Dicembre 1978, a Des Plaines nell’ Illinois.
John Gacy rapì, torturò, sodomizzò e uccise, nella maggior parte dei casi, adolescenti, 28 dei quali vennero seppelliti sotto la sua abitazione o ammassati in cantina.
Probabilmente è stato il serial killer che più di tutti ha dimostrato quanto, molti assassini seriali, siano in grado di scindersi in due soggetti completamente differenti: agli occhi di tutti, Gacy, conduceva una vita normale, benvisto dall’ intera comunità e apprezzato per essere un gran lavoratore ed un uomo dedito al volontariato.
Ma una volta tolta la maschera da “cittadino modello”, nei meandri più oscuri del proprio animo, era in grado di compiere indescrivibili nefandezze, mietendo orrore e sangue.
Il nome con cui è diventato famoso, Killer Clown, deriva dal fatto che, solitamente, Gacy intratteneva i bambini durante alcune feste, vestendo i panni di un personaggio da lui stesso ideato; “Pogo il Clown”.

LEONARDA CIANCIULLI

Eccola la Leonardina nazionale, mica potevo dimenticarmi di un esemplare così estremo di serial killer.
Che posso dire di Leonarda Cianciulli che non sia stato già detto e ripetuto? Tutti noi conosciamo la leggendaria “Saponificatrice di Correggio” che tra il lontano 1939 e il 1940, uccise tre sventurate aggredendole con un’ ascia per poi sciogliere i cadaveri nella soda caustica portata a 300 gradi, creando così saponette con l’ allume di rocca e la pece greca.
Leonarda conservò il sangue delle vittime per farlo attecchire al forno e mischiarlo poi con un po’ di latte e del cioccolato. Questa ripugnante ricetta servì per sfornare “deliziosissimi” biscotti che la donna diede in pasto ai figli, credendo, in questo modo, di salvarli da una sicura e imminente morte: la Cianciulli si era, infatti, convinta di essere la rappresentazione umana della dea Teti che, nel tentativo di rendere i figli immortali, li bagnò nelle acque del fiume Stige.
In punto di morte, sua madre le lanciò una maledizione augurandole una vita piena di sofferenze e come se non bastasse, tempo prima, una zingara le aveva predetto un terribile futuro: “Ti mariterai, avrai figliolanza, ma tutti moriranno i figli tuoi”.
E in effetti, dopo 3 aborti spontanei e 10 neonati morti nella culla, Leonarda Cianciulli iniziò a farsi qualche domanda e quando finalmente riuscì a partorire 4 rampolli sani, belli e felici, non potendo sopportare l’ idea di perdere anche solo uno di loro, mise in pratica un rito di magia nera che prevedeva di uccidere delle persone e far bere (o mangiare) il sangue ai propri figli.

(continua…)

Paolo Mattia

Pubblicato da theevolution

Si consiglia la lettura al solo pubblico adulto. I temi trattati potrebbero offendere la sensibilità di minori, moralisti o deboli di cuore.