Quando l’ essere umano diventa brutale: tutti i miei serial killer #2

Quando l’ essere umano diventa brutale: tutti i miei serial killer #1

Serial Killer

TSUTOMU MIYAZAKI
 serial killer
Serial killer giapponese (dal nome non si direbbe, vero?) che tra il 22 Agosto 1988 e il 6 Giugno 1989 uccise, scegliendole a caso, 4 bambine di età compresa tra i 4 e i 7 anni.
“L’ assassino di Otaku”, come venne ribattezzato dopo l’ arresto, era un grande appassionato di cinema horror e pornografia violenta; durante le perquisizioni, infatti, nella sua abitazione vennero trovati 5763 filmati di abusi, stupri e torture.
Tutte le minori coinvolte, vennero violentate “post- mortem”, Tsutomu, inoltre beveva il sangue dei cadaveri per poi farli a pezzi, tenendosi, però, alcune parti come fossero oggetti da collezionare.
In un caso, subito dopo aver compiuto il delitto, tagliò una mano dal corpo della vittima ed iniziò a mangiarla.
A crimini commessi, Tsutomu Miyazaki si divertita a terrorizzare le famiglie delle bambine uccise, con telefonate anonime oppure inviando lettere in cui descriveva esplicitamente ciò che aveva fatto alle loro figlie.

JEFFREY DAHMER
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Jeffrey Damher, il “Cannibale di Milwaukee” i cui terribili impulsi lo spinsero a compiere azioni ai limiti della fantascienza.
Terrorizzato dalla possibilità di trascorrere la propria esistenza nella completa solitudine, era ossessionato dalla ricerca del partner perfetto, quello che mai l’ avrebbe abbandonato.
Questo è il motivo per cui, nella maggior parte dei casi, si addormentava accanto ai cadaveri delle sue vittime (dopo averli stuprati), quasi a voler ricreare nella sua mente disturbata, quella normalità – addormentarsi e risvegliarsi accanto alla persona amata- che non aveva mai conosciuto.
Uccise 17 ragazzi, tutti uomini e di età molto giovane, strangolandoli o con l’ ausilio di un grosso coltello da macellaio.
I cadaveri poi venivano violentati, fatti a pezzi, letteralmente squartati: alcune parti venivano conservate e lasciate decomporre, altre, invece, diventavano il suo pasto.
Jeffrey Dahmer, come da lui stesso dichiarato, dopo un delitto scoprì che trovava estremamente eccitante, tanto da raggiungere l’ orgasmo, immergere il proprio pene nelle viscere scoperte delle vittime.

ALBERT FISH
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Albert Fish era il male, il male assoluto. Tra i serial killer lui era il re.
Albert Fish è stato definito da molti (me compreso), il più crudele assassino seriale della storia, quello più estremo, più sadico, più perverso.
Un giorno Satana in persona decise di mandare suo figlio sulla terra, per dimostrare a tutti quanto la follia umana, potesse essere mostruosa.
Nato a New York il 19 Maggio 1870, segnato da una vita errabonda e degradante, è stato condannato alla sedia elettrica per l’ omicidio di 5 bambini, anche se è sospettato di aver molestato almeno 400 minori e di averne uccisi più di 100.
Le sue vittime preferite erano bambini afroamericani, in quanto la loro scomparsa, all’ epoca, avrebbe destato meno scalpore.
Il modus operandi di Albert Fish era così brutale che sembra quasi impossibile possa essere stato concepito da mente umana. Ma, probabilmente, la mente di quel mostro, non aveva nulla di umano.
Le vittime venivano rapite, stuprate, torturate (tagliava i genitali ai minori adescati per poi osservarli mentre morivano dissanguati tra dolori lancinanti), i cadaveri violentati, fatti a pezzi e, in gran parte, divorati.
Albert Fish era affetto da diverse parafilie (disturbi sessuali), molte delle quali fino a quel momento sconosciute, tra queste ricordiamo il sadismo, la flagellazione, l’ esibizionismo, il voyeurismo, il piquerismo, la pedofilia, la coprofagia, il feticismo, l’ urofilia, il cannibalismo, la castrazione, il vampirismo, crematistofilia (si prostituiva per essere violentato), la dendrofilia (introduceva gambi di rosa nel suo pene per poi rimuoverli e mangiarne i petali) e il masochismo (oltre a farsi flagellare, amava infilarsi aghi o spilli di diverse dimensioni in tutto il corpo, specialmente nell’ inguine).
Voi non ci crederete ma sto folle era un credente convinto, un vero timorato di Dio: ossessionato dalla religione, spesso era soggetto ad attacchi di delirio e visioni a sfondo mistico.

JOACHIM KROLL
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Poco conosciuto tranne che per i cultori del genere, “Il Cacciatore della Ruhr”, attivo tra il 1955 e il 1976, è stato uno dei serial killer tedeschi più sadici ed efferati di tutti i tempi.
Affetto da enuresi notturna, era il più debole e minuto di sette fratelli, cresciuti tutti a Hiddenburg (Germania), al confine con la Polonia, all’ interno di una famiglia di minatori.
Sono otto le vittime accertate anche se gli investigatori sospettano che, in realtà, siano 14.
Pedofilo, cannibale, necrofilo, Joachim Kroll, coglieva di sorpresa le sue prede, nella maggior parte dei casi di sesso femminile (sempre molto giovani, la sua ultima vittima aveva solo 4 anni), accoltellandole o soffocandole.
In seguito, compiva atti di necrofilia sui cadaveri, li mutilava e ne mangiava delle parti.
Ossessionato dalla pornografia e della masturbazione, trascorse un’ adolescenza solitaria, osservando da lontano quelle ragazze che tanto avrebbe desiderato avere tra le sue mani.
Arrestato il 3 Luglio 1976, il serial killer morì nel 1991 in seguito ad un attacco di cuore mentre stava scontando l’ ergastolo nel penitenziario di Rheinbach (Germania).

FRANCISCO ESCALERO

Visse un’ infanzia nel degrado e nell’ estrema povertà, sviluppando una psicologia problematica e inquietante, Francisco Garcia Escalero, il “Matamendigos”, serial killer spagnolo nato a Madrid il 21 Maggio 1954.
L’ adolescenza la trascorse nella più completa solitudine, coltivando continue idee di suicidio e passando interminabili giornate nascosto nei cimiteri, lontano da tutti, assorto nei suoi pensieri che nel corso del tempo, diventarono sempre più distruttivi.
Proprio in un cimitero, nel 1973, commise il suo primo reato: abusò sessualmente di una donna.
Quello era solo l’ inizio dell’ orrore che di lì a poco, Francisco Escalero, avrebbe scatenato anche a causa delle enormi quantità di Ropinol e alcolici che quotidianamente assumeva; queste sostanze, infatti, cominciarono a generare nella sua già instabile psiche, allucinazioni sotto forma di voci che gli ordinavano di uccidere.
Tra il 1987 e il 1993 assassinò almeno 11 persone, anche se la stima totale potrebbe arrivare a 13.
Le sue vittime preferite erano barboni e prostitute che venivano decapitate, pugnalate o morivano con il cranio sfondato.
In alcuni casi il modus operandi prevedeva torture e atti di necrofilia.
Trovò la morte per cause naturali nel Maggio 2014, nell’ ospedale psichiatrico di Fontcalent (nel municipio di Alicante), dove era stato rinchiuso, senza possibilità di uscire, in quanto giudicato incapace di intendere e volere al momento dei delitti.

ROBERT PICKTON

Robert Pickton “The Pig Farmer Killer” è probabilmente il serial killer canadese più prolifico e sanguinario di tutti i tempi.
Robert viveva una vera e propria ossessione per l’ omicidio: ad ogni delitto doveva necessariamente seguirne un altro e poi un altro ancora, come se il sangue versato non fosse mai abbastanza.
Proprietario di una fattoria, uccideva prostitute o ragazze tossicodipendenti, prevalentemente con l’ ausilio di un pugnale, strangolandole con una corda o iniettando nelle loro vene del liquido antigelo.
I corpi, poi, venivano dati in pasto ai maiali, oppure fatti a pezzi e mischiati alla carne di suino per preparare hamburger e bistecche, in un secondo momento, offerte ad amici e parenti.
Insieme al fratello e alla sorella, Robert Pickton, parallelamente alla normale attività nella fattoria, gestiva la “Piggy Palace Good Times Society”, una società no- profit che, dietro la facciata di organizzazione di eventi per conto di terzi, nascondeva in realtà una seria di festini orgiastici che avevano come luogo un edificio in disuso adiacente alla fattoria.
Le prostitute o le ballerine di night club che partecipavano a questi party, provenivano tutte dal “Downtown Eastside” di Vancouver, uno dei sobborghi più malfamati di tutto il Canada.
Condannato all’ ergastolo nel 2002, senza possibilità di libertà condizionata per 25 anni, Robert Pickton è stato incarcerato per l’ omicidio di 6 donne ma, secondo gli investigatori, i delitti potrebbero essere almeno 49.

JOSEPH VACHER

Joseph Vacher, la versione francese di “Jack lo Squartatore” (non a caso venne ribattezzato “The French Ripper”), uccise da 11 a 27 persone tra il 1894 e il 1897, molte delle quali erano adolescenti lavoratori agricoli, di ambo i sessi, anche se sembrava nutrisse una particolare predilezione per le bambine.
Era un vagabondo che si aggirava per le campagne nei dintorni del villaggio di Belley (comune francese nella regione dell’ Alvernia- Rodano- Alpi), squartando, mutilando e violentando i cadaveri, chiunque incrociasse la sua strada.
Il volto sfregiato e il cappello bianco fatto a mano in pelliccia di coniglio, componevano il suo aspetto distintivo.
Successivamente al suo arresto, Vacher dichiarò di essere diventato pazzo a causa del morso di un cane rabbioso che avvelenò il suo sangue, incolpando anche il medico che gli curò la ferita, reo di aver peggiorato ulteriormente la situazione a causa della sua incompetenza.
Affermò, inoltre, di essere come Giovanna d’ Arco e Dio stesso lo aveva mandato sulla terra per chissà quale strano motivo, probabilmente per punire l’ essere umano dei peccati commessi.
Nonostante questi deliri, un team di medici, tra cui il famoso professore Alexandre Lacassagne, dichiarò l’ imputato sano di mente e per questo fu condannato dalla Corte d’ Assise di Ain (contea doveva aveva ucciso due delle sue vittime), alla pena di morte tramite ghigliottina il 31 Dicembre 1898.

JOE METHENY

Porca put…. quanto era inquietante sto Joe Metheny, “Il Cannibale”, nato a Baltimora nel Marzo del ’55: un gigante di 205 chili tanto pazzo quanto sadico e perverso.
Le parole da lui stesso pronunciate, durante il processo in cui era imputato per l’ omicidio di due donne e che si concluse con un doppio ergastolo, meglio di qualuque altra cosa possono farci capire quanto mostruoso fosse questo demonio.
“Ho ucciso sette persone, tre uomini e quattro donne. Due uomini li ho fatti a pezzi con la mia ascia sotto un ponte nel sud di Baltimora. Sotto lo stesso ponte ho ucciso altre due donne e un uomo che stava pescando: lui era nel posto sbagliato nel momento sbagliato. La polizia ha controllato quel posto circa tre anni dopo, quindi non hanno trovato nulla per condannarmi per quegli omicidi. La mia frenesia assassina era motivata da un desiderio di vendetta, ma il gusto del sangue mi ha anche dato la meravigliosa sensazione di potere, ogni volta uccidevo qualcuno. Tutto è iniziato nel Luglio 1994. Al tempo lavoravo come camionista. Una notte sono tornato a casa e ho notato che non c’ era più niente: la mia donna aveva preso tutto, incluso mio figlio, e mi aveva lasciato. Avrei anche accettato la sua fuga, ma lei aveva preso mio figlio di 6 anni. L’ avrei anche pagata per scomparire: tutto quello che doveva fare era portare mio figlio a mia madre e poi tutto sarebbe andato bene. Sei mesi più tardi ho saputo che viveva in un’ altra parte della città con qualche idiota che la stava imbottendo di droghe. Sono stati beccati per il possesso e l’ uso di quelle schifezze e mio figlio è stato portato via perchè lo trascuravano e lo picchiavano. Così ho raccolto tutto il mio odio per i due e sono andato a cercarli. Ho saputo da qualcuno che erano sotto quel ponte e stavano dormendo con i senzatetto.
Non erano lì ma ho trovato due nani che li conoscevano. Li ho fatti a pezzi e credo che nemmeno se ne siano accorti. Quella sera ho attirato sotto il ponte la prima cagna. Ho cercato di farmi dire dove fosse mia moglie, ma lei ha detto che non sapeva niente, quindi l’ ho picchiata, l’ ho violentata e l’ho uccisa. Ho gettato il suo corpo nei cespugli e sono andato a cercare un’ altra cagna. Ho fatto la stessa cosa con quella precedente, ma quando l’ ho gettata nei cespugli ho notato un nero che mi stava guardando. Così ho preso un tubo metallico che era nella spazzatura e gli ho spaccato il cranio. Alla fine ho gettato tutti nel fiume […] Ho attirato ancora due puttane nel mio rimorchio, ma nemmeno loro sapevano dirmi nulla di mia moglie. Le ho uccise e ho fatto a pezzi i loro corpi; ho tagliato la carne e l’ ho messa in contenitori e poi nel congelatore. Nel fine settimana aprivo un piccolo bar su ruote e vendevo sandwich di maiale e carne di manzo: mi dicevano tutti che erano buonissimi anche se non sapevano che in mezzo a quei panini c’erano i pezzi di quelle puttane. La carne umana ha un sapore simile alla carne di maiale e se mescolate insieme nessuno sente la differenza”.

(continua…)

Paolo Mattia

Pubblicato da theevolution

Si consiglia la lettura al solo pubblico adulto. I temi trattati potrebbero offendere la sensibilità di minori, moralisti o deboli di cuore.