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Sef Gonzales: il ragazzo bugiardo e la famiglia sterminata

Aveva commosso tutti, Sef Gonzales, cantando “One Sweet Day” al funerale della propria famiglia, sadicamente sterminata.
Tutti i presenti si emozionarono sentendo quella voce strozzata dal pianto e quegli occhi distrutti dalle lacrime.
Nessuno, in quel momento, poteva anche solo minimamente sospettare che il mostro capace di una simile mattanza, fosse Sef Gonzales stesso.
Il 10 Luglio 2001, Sef Gonzales (nato il 16 ettembre 1980), filippino trasferitosi in Australia, intorno alle 16:30, entrò nella stanza di sua sorella Clodine (18 anni), nella casa al civico 6 di “Collins Street”, “North Ryde” (Sydney).
Si presentò con una mazza da baseball, un altro bastone e due grossi coltelli da cucina.
Dapprima, aggredì Clodine cercando di strangolarla, poi la colpì sei volte alla testa con la mazza da baseball, pugnalandola, alla fine, con entrambi i coltelli, al petto e all’ addome.
Verso le 17:30 dello stesso giorno, rientrò a casa Mary Loiva Josephine Claridades Gonzales, la madre di Sef.
Il ragazzo, allucinato come solo i malati mentali possono esserlo, si scagliò contro di essa, nella sala da pranzo, infliggendole coltellate al viso, al collo, al petto e all’ addome.
Stessa sorte toccò poco dopo al padre, Teddy, su cui, però, Sef si accanì con più ferocia.
L’ autopsia, infatti, rivelò che all’ uomo vennero inflitte svariate pugnalate capaci di squarciare il cuore, il polmone destro, fino a tagliare parzialmente il midollo spinale.
Una volta conclusa la strage, Sef Gonzales si disfò delle armi e degli indumenti utilizzati durante gli omicidi e, per iniziare a depistare le indagini, scrisse con una bomboletta spray, sul muro all’ entrata della propria abitazione, “Fuck Off Asians” in modo che gli investigatori pensassero ad un crimine a sfondo razziale.
Qualche ora dopo, il ragazzo, si diresse verso la casa di un suo amico, Sam Dacillo (che nulla sapeva della mattanza appena compiuta).
I due si recarono al “Planet Hollywood” di Sideney e, successivamente, in una vicina sala giochi.
Terminata l’ uscita, Sef Gonzales chiamò la polizia dichiarando di aver trovato i cadaveri dei propri famigliari, affermando, inoltre, di aver visto degli “intrusi” scappare dall’ abitazione.
Dopo la telefonata, il giovane contattò i vicini e, disperato, disse che i suoi genitori erano stati uccisi.
Nei giorni seguenti, Sef Gonzales apparve, anche, in televisione, chiedendo agli assassini di uscire allo scoperto ed offrendo una ricompensa di 100.000 dollari a chiunque avesse fornito informazioni utili.
Col proseguo delle indagini, però, gli investigatori notarono importanti incongruenze nel racconto del giovane, inoltre, non furono rilevate prove di un’ intrusione forzata, magari ad opera di ladri, nell’ abitazione teatro dei delitti.
Anche gli alibi di Sef Gonzales iniziarono a vacillare: nelle ore in cui vennero compiuti gli omicidi, l’ auto del ragazzo si trovava nel vialetto di casa, inoltre disse di aver trascorso quel lasso di tempo in un bordello, ma tale affermazione non trovò riscontro.
Vennero scoperte delle false mail, scritte da Sef, in cui, un’ ipotetico uomo d’ affari minacciava di morte il padre, per una somma di denaro non restituita.
Pochi giorni dopo la strage, il ragazzo prese informazioni riguardo l’ eredità di famiglia, comprò un auto e chiese 190.000 ad alcuni parenti nelle Filippine, affermando di avere un tumore al cervello e che quella somma sarebbe servita per una delicata operazione.
Se in più aggiungiamo il ritrovamento di alcuni gioielli appartenti alla madre nascosti nella sua camera, possiamo ben immaginare come gli inquirenti non ebbero molti dubbi nell’ incriminare Sef.
Il 13 Giugno 2002 Sef Gonzales venne arrestato dai detective della “Strike Force Tawas” della polizia “NSW” ed incarcerato nella prigione di “Silverwater”. Gli fu negata la cauzione e la possibilità di accedere al patrimonio della famiglia (stimato intorno a 1,5 milioni di dollari) per finanziare la propria difesa.
Il processo, iniziato nell’ Aprile 2004, rivelò che Sef Gonzales aveva pianificato diversi mesi prima gli omicidi; a causa dei suoi scarsi risultati negli studi universitari, temeva che i genitori gli avrebbero impedito di accedere alle risorse economiche a loro disposizione.
L’ idea iniziale, era quella di avvelenare l’ intera famiglia ma, in un secondo momento, pensò che l’ utilizzo di bastoni e coltelli fosse più congeniale e sicuro.
Accusato di tre omicidi volontari premeditati e contaminazione di prove, il 17 Settembre 2004 (il giorno dopo il suo venticinquesimo compleanno) Sef Gonzales è stato condannato a tre ergastoli da scontare nel carcere di massima sicurezza a “Goulburn”, “New South Wales”.
Definito dagli psicologi un “bugiardo cronico”, il ragazzo continua, ancora oggi, a professare la sua innocenza.

Paolo Mattia

Sef Gonzales
Sef Gonzales

Sef Gonzales
Sef Gonzales
I genitori di Sef

Sef Gonzales
Sef Gonzales da bambino con la famiglia al completo

Pubblicato da theevolution

Si consiglia la lettura al solo pubblico adulto. I temi trattati potrebbero offendere la sensibilità di minori, moralisti o deboli di cuore.