Crea sito

“Stupro tua sorella”, pedofilia e violenza nella zona d’ombra di Telegram

Stupro tua sorella

“Stupro tua sorella”!!!

Tranquillo mio fedelissimo lettore, questa non è una minaccia, non ho intenzione di aggredire nessuno tra i tuoi famigliari e poi sono sicuro che tua sorella sarà una vacca obesa di 200 chili, quindi te la lascio tranquillamente illibata, non preoccuparti.

In realtà, “Stupro tua sorella” nonostante possa sembrare un una call to action per sfogare la propria libido, era semplicemente il nome di un gruppo (ormai chiuso) presente su Telegram, app di messaggistica istantanea che, ormai con una certa costanza, viene menzionata più per le nefandezze partorite che per la sua reale utilità.

E qua viene il bello.

Adesso vi starete chiedendo: “Perchè su Telegram nascono, muoiono, si riproducono, così tanti gruppi dai contenuti discutibili?”

Perchè garantisce l’ anonimato.

E perchè Telegram garantisce l’ anonimato?

Ma allora non sapete proprio un caz..

Non preoccupatevi miei docili seguaci, anche oggi illuminerò le vostre sciatte esistenze, distribuendo la mia divina conoscenza.

Probabilmente non tutti sanno che Telegram è una darknet, una rete privata, criptata, anonima e per accedervi è indispensabile una particolare “infrastruttura”, il client Telegram.

Ebbene sì, accedere a Telegram significa accedere al Dark Web, in quanto, come appena spiegato, questa applicazione rappresenta una delle tante darknet (le porte di accesso al web profondo) presenti nella rete.

Tornando a “Stupro tua sorella”, stiamo parlando di un canale con circa 43mila iscritti e almeno dodici sottocanali (dati riportati da Wired), in cui, quotidianamente, venivano postati come minimo 30mila messaggi.

Il loro contenuto è facilmente intuibile: revange porn, sextortion, istigazioni al femminicidio, pedopornografia, distribuzione di immagini e video hard di ignare ragazze, discussioni tra utenti in cui l’ argomento principale erano le donne viste come oggetti sessuali, schiave, “pezzi di carne” da usare, stuprare, uccidere.

Revenge Porn: diffondere tramite Internet, immagini o video hard, senza il consenso della persona interessata.

Sextortion: estorsione per mezzo di foto/filmati che ritraggono la vittima intenta a compiere atti sessuali (come ad esempio la masturbazione) o che mostrano le sue nudità.

Come spesso accade, venivano inoltre diffusi indirizzi, numeri di telefono, contatti social di ragazze ignare che, puntualmente, diventavano vittime di stalking, minacce, insulti, denigrazioni e molestie.

Chiuso un gruppo, ne sono stati aperti altri, tra cui è doveroso ricordare “Stupro tua sorella 2.0”, “La Bibbia 5.0” e “Il vangelo del pelo”.

Tutti accomunati da un unico scopo: distruggere la figura della donna in ogni suo aspetto, riducendola ad elemento privo di importanza, utile solo al raggiungimento di una soddisfazione carnale, meglio se ottenuta attraverso azioni violente.

La Polizia Postale e delle Comunicazioni, all’ interno di una vasta operazione denominata “Drop the Revenge”, è riuscita ad identificare e denunciare gli amministratori dei gruppi sopra citati; tra gli indagati troviamo un 35enne della provincia di Nuoro e un 17enne che, vendendo le immagini pornografiche presenti in un archivio da lui stesso creato, è riuscito ad accumulare circa 5.000 euro.

Paolo Mattia

Stupro tua sorella

Stupro tua sorella

Stupro tua sorella

Stupro tua sorella

Stupro tua sorella

 

Pubblicato da theevolution

Si consiglia la lettura al solo pubblico adulto. I temi trattati potrebbero offendere la sensibilità di minori, moralisti o deboli di cuore.