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“To Catch a Predator”; predatori sessuali arrestati in mondovisione

To Catch a Predator

Negli anni in cui la televisione poteva sembrare vagamente interessante (quindi molto prima che ci bombardassero le vene con i vari reality, talent show, fiction su preti, poliziotti e santi, programmi sportivi immondizia e talk per vecchie arrapate), oltreoceano trasmettevano un programma che mostrava quanto fosse eccitante andare a caccia di predatori sessuali, maniaci e pervertiti: “To Catch a Predator” (“Catturare un Predatore”).

Andato in onda dal Novembre 2004 fino al Dicembre 2007 sulla rete statunitense MSNBC, era presentato dal giornalista Christopher Edward Hansen che, anche grazie ad altri programmi basati sullo stesso tema, divenne una vera e propria icona, un personaggio tanto ammirato quanto copiato negli anni successivi.

“To Catch a Predator”, naturalmente, non è stai mai replicato qui in Italia anche perchè figuriamoci se in un paese così bigotto, perbenista e fasullo, qualcuno avrebbe mai avuto il coraggio di realizzare un programma con temi così difficili e delicati.

Lo spettacolo mandava in onda la cattura di predatori sessuali, quei tipici 50enni (ma anche più giovani) che puoi trovare mezzi nudi nelle chat room in cerca di carne fresca.

I volontari della “Perverted- Justice Foundation”, spacciandosi per minori, creavano falsi profili- esca sui vari social network; nel momento in cui il pervertito di turno inviava il primo messaggio, iniziava il dialogo.

“Perverted- Justice Foundation”: è un’ organizzazione con sede in California e Oregon, fondata nel 2002, con lo scopo di denunciare tutte quelle persone che usano il web per adescare minorenni. Gli operatori della fondazione creano “profili- esca” e spacciandosi per ragazzi o ragazze di età inferiore ai 14 anni, catturano manici sessuali on line, agendo prevalentemente su siti quali Yahoo o AOL.

Se la conversazione, per volontà del predatore, diventava di natura sessuale, l’ esca, senza incoraggiarlo apertamente, lasciava che il dialogo continuasse su quel filone per vedere fino a che punto si sarebbe spinto l’ interlocutore.

Nella maggior parte dei casi, il maniaco, dopo qualche minuto di chat, usciva allo scoperto, inviando (e pretendendo a sua volta l’ invio) immagini pornografiche, fino a chiedere, senza troppi giri di parole, un incontro reale al minore in modo da consumare un rapporto sessuale.

Giunti a questo punto, l’ esca invitava a casa il predatore con frasi tipo: “Puoi venire da me tanto i miei genitori sono andati via per il week end”.

L’ uomo, quindi, raggiungeva l’ abitazione tutto gioioso e sorridente, in quanto era ormai sicuro di aver trovato carne fresca da poter abusare a suo piacimento e in completa libertà.

Ancora non sapeva che, all’ interno di quelle mura, lo stava aspettando lo staff di “To Catch a Predator”, poliziotti compresi.

Giunto all’ indirizzo indicato dall’ esca, il maniaco, effettivamente, trovava sull’ uscio di casa una ragazzina ad attenderlo (naturalmente un’ attrice del programma) che però, dopo pochi minuti, con una scusa si allontanava lasciando il posto al presentatore Chris Hansen.

Quest’ ultimo, iniziava a torchiare di domande l’ uomo, sottolineando il più possibile quanto sia grave e perseguibile penalmente condurre conversazioni sessualmente esplicite con una minore, incluso l’ invidio di immagini compromettenti.

Per non parlare poi del dichiarare, alla minore stessa, il desiderio reale e concreto di consumare un rapporto carnale.

Finita la ramanzina, al predatore veniva chiesto di lasciare l’ abitazione ed una volta fuori, a farli la festa trovava un gruppo di agenti di Polizia pronti ad arrestarlo con le accuse di adescamento di minore e invio di materiale pornografico.

“To Catch a Predator” è stato cancellato nel 2008, quando, Louis Conradt, un assistente procuratore distrettuale nella contea di Rockwall, in Texas, si suicidò sparandosi alle tempie dopo che venne scoperto a chattare e scambiare immagini con un volontario della Perverted- Justice, sotto le spoglie di un 13enne, in una delle inchieste condotte dal programma.

Tra tutte le persone arrestate durante le puntate di “To Catch a Predator” troviamo un insegnante di scuola elementare, un rabbino, un investigatore criminale, un sergente del personale militare, un ingegnere informatico, un medico vicepresidente di un’ importante società di ricerca sul cancro, un cecchino in servizio nei Marine, un video editor post- produzione della Nickelodeon, un ingegnere del software al servizio del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, il direttore musicale di una chiesa, un agente di polizia, un meccanico appartenente all’ Aeronautica U.S.A., un tizio che venne beccato due volte a molestare minori online nel giro di 24 ore, un altro che raggiunse la casa dell’ esca, in cui pensava che avrebbe consumato un rapporto con una ragazzina, portandosi dietro il figlio di 5 anni e poi, come dimenticarsi, del pervertito che amava la panna e il sesso orale con i gatti.

Menzione d’ onore, invece, per il 29enne Michael Warrecker di Long Beach, nick name “can_i_rape_you_anally” (potete già immaginare il soggetto), uno dei più perversi maniaci protagonisti del programma.

Quello che i fan di “To Catch a Predator” hanno molto cordialmente ribattezzato il “Predatore Vampiro”, credendo di chattare con una ragazza di 13 anni, diede bella mostra delle sue capacità nell’ arte della conquista, sfoggiando frasi tipo: “mi piace stuprare le ragazze”, “vorrei fare sesso anale, sarebbe un dolore piacevole per te” oppure “magari potrei morderti un pò e bere il tuo sangue”.

Paolo Mattia

Pubblicato da theevolution

Si consiglia la lettura al solo pubblico adulto. I temi trattati potrebbero offendere la sensibilità di minori, moralisti o deboli di cuore.

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